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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Settembre 2025 n.08

Settembre 2025 · n. 08

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

Mettere il cliente al centro

Settembre è il mese della ripartenza dopo le ferie, e io cerco di farlo sempre con stimoli e propositi nuovi. A me serve anche a metabolizzare certe informazioni che raccolgo durante la vacanza, periodo utile per documentarmi e approfondire con più calma alcuni temi.

Ho letto nel corso del mese di agosto un articolo (*) che mi ha fatto molto riflettere e nel quale si presentavano i dati dell’European Insurance CX Index 2024, lo studio che Forrester Research conduce annualmente sui principali fattori di fedeltà dei clienti europei dell'assicurazione.

In Italia lo studio ha coinvolto i clienti dei 6 principali gruppi assicurativi e ha rilevato che la qualità media percepita della “CX - customer experience” è scesa di -3.4 punti rispetto al 2023, attestandosi a 63.4 su 100, e cioè al livello "OK". Si tratta di una categoria mediana, visto che un'esperienza giudicata complessivamente "buona" si attesta sul punteggio 70-79, e un'esperienza "eccellente" su 80-100.

Da operatore del settore da quasi trent’anni, avendo iniziato nel 1997, sono preoccupato per questo peggioramento percettivo (si sa che la percezione fa una grande differenza nelle relazioni) e mi pongo anche la domanda di come si può spiegare.

Ma soprattutto mi propongo di ovviare a questo calo qualitativo.

E su questo, concordo pienamente con l’autore dell’articolo, la soluzione è realmente ed unicamente di "mettere il cliente al centro". Affermo questo per la mia piena convinzione nel principio e per averlo sostenuto da sempre.

Da quando ho operato in Steffano Assicuratori mi sono ispirato alla “mission” di diventare un punto di riferimento per i nostri clienti, offrendo un servizio personalizzato volto alla protezione dei loro interessi, con serietà, professionalità e attenzione. E la “vision” non può che essere quella di conseguire la più profonda conoscenza delle problematiche di ciascun cliente e monitorare costantemente il panorama assicurativo per essere efficaci e risolutivi in ogni situazione.

Tutto questo vale ancor di più oggi, che viviamo dei tempi in cui i clienti (per non dire tutti noi), a qualunque livello, sono coinvolti e “ingaggiati” con tecniche e approcci che generano stimoli molto forti, con conseguente necessità di risposte molto pertinenti, puntuali, esaustive. È noto che anche l'intelligenza artificiale sta aprendo orizzonti affascinanti nel comparto assicurativo, ma ciò comporta che per noi operatori, per usarla con profitto, c'è bisogno di una ulteriore, profonda trasformazione culturale.

Insomma, da tutto questo deriva la presa di consapevolezza che nei prossimi 3/5 anni è necessario un deciso cambio di passo. Quello che cercherò di fare, da subito, in questa ripartenza di stagione e soprattutto di mantenere nel tempo!

Intanto, per ogni esigenza di dettaglio nella protezione degli interessi personali o societari noi di Steffano Assicuratori siamo sempre qui, per orientarvi e consigliarvi: contattateci!

 

*“Anche l'esperienza assicurativa sarà finalmente cliente-centrica?”
di EDOARDO ZAVARELLA
Testata: Insurzine - Insurtech e innovazione delle assicurazioni

3 milioni di auto senza copertura rc …

Il fenomeno sempre più preoccupante che si sta registrando (purtroppo noto da tempo) è quello dei veicoli circolanti in Italia senza copertura RC Auto. Nel 2024, si stima che circa 2,915 milioni di veicoli circolino non assicurati, con un aumento del 12,8% in soli due anni (2,585 milioni del 2022). La percentuale sul parco circolante non assicurato risulta quindi del 6,1% e mentre il Sud Italia registra un aumento più contenuto del 3,5% e il Centro Italia un incremento del 10,7%, il Nord Italia evidenzia l'aumento più drastico, con un sorprendente +24,8% di veicoli non assicurati rispetto al 2022.

Questa crescita solleva serie preoccupazioni, a partire dall’impatto significativo sulla sicurezza stradale e sulle risorse del Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada, gestito dalla Consap, che indennizza le vittime di sinistri con veicoli non identificati o non assicurati. Le risorse del Fondo provengono da una percentuale sui premi RC Auto (2,5%) pagati dalle compagnie, che indirettamente pesano su tutti gli assicurati onesti.

Oltre all'impatto diretto sul Fondo, i veicoli non assicurati rappresentano una perdita economica significativa per l'intero sistema. Si stima infatti che i quasi 3 milioni di automobilisti che evadono l'obbligo assicurativo costano al sistema oltre 5 miliardi di euro: una cifra che, se incassata, potrebbe contribuire a ridurre le tariffe assicurative per chi rispetta la legge.

Quali le soluzioni efficaci? Ci possono essere diverse strategie: l’incrocio banche dati ANIA (veicoli assicurati) e MIT (veicoli immatricolati); delle misure di sostegno economico, con agevolazioni o incentivi per le fasce di popolazione più fragili economicamente; un limite ai premi assicurativi per la classe d'ingresso; la sensibilizzazione e informazione con campagne mirate per aumentare la consapevolezza sui rischi.

… con Napoli in testa per i costi delle polizze

Napoli si conferma ancora una volta la città italiana dove si paga l'assicurazione RC Auto più cara d’Italia, con un premio medio che supera di gran lunga la media nazionale. Questo dato, che ha raggiunto i 643,95 euro a dicembre 2024 con un aumento del 6,19% rispetto all'anno precedente, ha sollevato forti critiche e accuse di "pregiudizio territoriale" nonchè una richiesta di maggiore trasparenza.

La critica è che non ci sono motivi obiettivi nelle basi di calcolo ma solo “pregiudizi”. Le Compagnie assicurative – si osserva - continuano a giustificare tariffe più alte nel Mezzogiorno con presunti rischi maggiori di frodi e incidenti, senza però rendere noti i metodi di calcolo delle penalizzazioni territoriali.

La richiesta dunque è duplice. Anzitutto un sistema trasparente di valutazione del merito, in cui il calcolo dei premi assicurativi viene basato esclusivamente sul profilo personale del guidatore, includendo fattori come gli anni di patente, la cronologia dei sinistri e il chilometraggio annuale, eliminando la residenza come fattore penalizzante.

A ciò si aggiunge l'istituzione di un fondo mutualistico nazionale, gestito da lvass/Arnia, per compensare i rischi tra le varie aree del Paese senza gravare sui singoli assicurati.

L’integrazione si chiama “bancassicurazione”

 

Si assiste ad una crescita continua della bancassicurazione, vale a dire la creazione e distribuzione di prodotti che coniugano caratteristiche di assicurazione e di investimento tramite accordi tra Compagnie e Istituti di Credito.

Le cifre a livello globale sono vertiginose: secondo l'ultimo “Bancassurance - Global Strategic Business Report", il mercato globale ha sviluppato un giro d'affari di 1.600 miliardi di dollari nel 2024 ed è atteso a una crescita annua composita del 4,6% da qui alla fine del decennio, per raggiungere quota 2.200 miliardi.

Il motore principale, spiegano gli analisti, è la transizione digitale, che oggi consente di offrire soluzioni altamente personalizzate, superando così la resistenza culturale di molti risparmiatori.

Grazie all'analisi dei dati e all'intelligenza artificiale, le Compagnie stanno sviluppando opzioni assicurative maggiormente tagliate sulle esigenze di gruppi limitati di persone, stimolando la crescita del mercato. L'avvento delle piattaforme di e-commerce per l'acquisto di servizi finanziari, in particolare nel mercato europeo, sta trainando la crescita del mercato.

Inoltre, con la crescente domanda di una gestione finanziaria integrata, molte Banche stanno collaborando con le Compagnie Assicurative per creare soluzioni che includono risparmi, investimenti, prestiti e prodotti assicurativi.

E in Italia? Gli analisti segnalano che la bancassicurazione ha acquisito slancio nell'ultimo decennio, concentrandosi inizialmente sulla clientela individuale, dato che l'invecchiamento della popolazione, la tradizionale avversione al rischio e la scarsa conoscenza del settore assicurativo creano ampi margini di crescita. Per le Pmi, la bancassicurazione è ancora in una fase iniziale, con un potenziale inespresso significativo, ma richiede nuove competenze per avere successo.

Le realtà economiche di ridotte dimensioni attive nella Penisola spendono in media 14mila euro all'anno in coperture assicurative, circa la metà di quanto spendono in Irlanda (il Paese più avanzato in termini di assicurazioni nel campo del business) e il 25% in meno rispetto alla Francia.

Polizze ibride contro il progressivo invecchiamento della popolazione

Partiamo dai dati di un innegabile “inverno demografico” che si sta registrando nel nostro Paese.

Mentre l'aspettativa di vita continua a crescere (oltre 30 anni guadagnati nell'ultimo secolo), il tasso di natalità si mantiene tra i più bassi in Europa (1,25 figli per coppia). Entro il 2050, un terzo della popolazione sarà over 65 e si stima che le persone non autosufficienti aumenteranno del 20%.

Questo progressivo invecchiamento della popolazione italiana pone dunque una sfida strategica al settore assicurativo, chiamato a rinnovare la propria offerta per rispondere a bisogni di protezione sempre più complessi.

In questo scenario, emerge la necessità di un nuovo modello di protezione, dove pubblico e privato collaborino per costruire un sistema integrato.

Infatti da un lato, un sistema sociale sotto pressione è incapace di garantire da solo un welfare sostenibile; dall’altro è vero che gli italiani sono storicamente grandi risparmiatori, ma la capacità di mettere da parte si è ridotta e il 50% della popolazione fatica a risparmiare.

Il sistema assicurativo deve dunque evolvere con un approccio più modulare e personalizzato, capace di accompagnare l'individuo lungo tutto il ciclo di vita. Con quali coordinate?  Il futuro delle polizze passa per prodotti ibridi, che combinino coperture vita, salute, long term care e risparmio, sopportati dall'uso dei dati biometrici, della tecnologia wearable e persino dell'intelligenza artificiale. Si profilano rendite flessibili e piani dinamici, con incentivi alla prevenzione e stili di vita sani. Si ipotizzano infine formule che integrino premi legati a comportamenti virtuosi o clausole di profit-sharing per coinvolgere maggiormente i cittadini.

In Italia si spende quattro volte di più per il gioco che per assicurarsi

I dati parlano chiaro e sicuramente mostrano uno scenario poco considerato e per certi versi preoccupante.

I premi danni (ossia quanto gli italiani impiegano in polizze per coprirsi dai rischi e dagli imprevisti) ammontano all'1,9% del Pil (contro una media europea del 2,4%).

Invece per "gratta e vinci", lotterie e scommesse varie gli italiano “sprecano” oltre 160 miliardi l'anno, pari al 7,5% del Pil. Insomma la sorte viene considera come un'alleata mentre non si ponderano adeguatamente i rischi, cioè gli aspetti negativi della vita (come la salute, la non autosufficienza, le calamità e così via). Finora spesso ci ha pensato lo Stato a tutelare i cittadini in difficoltà ma la coperta diventa sempre più corta.

Cosa può fare il mondo assicurativo per affrontare uno scenario di questo tipo?

Sicuramente la risposta passa dalla necessaria metamorfosi degli operatori di tutto il comparto per diventare partner di fiducia, capaci di far emergere i rischi nascosti e costruire un dialogo duraturo con il cliente. Dunque si deve profilare un riposizionamento strategico verso un ruolo più completo, in grado di combinare innovazioni coordinate di strategie distributive, formazione professionale, soluzioni assicurative e servizi complementari.

Acquisizione di prima assicurazione da parte di Axa (per ora al 51%)

Prima Assicurazione passa nelle mani dei francesi di Axa (assistita da Deutsche Bank in qualità di Lead Financial Adviser) che l’hanno valorizzata un miliardo di euro. Per il momento, comunque, i cugini d’Oltralpe hanno rilevato il 51% del capitale per 500 milioni, ma è già stata siglata un’intesa sul restante 49% con opzioni di put/call.

Grazie a questa acquisizione la compagnia transalpina raddoppierà le dimensioni del business Auto. In più, rafforzerà la sua posizione nel canale di distribuzione diretta, che nel 2024 ha generato 3,5 miliardi di euro di premi.

Prima Assicurazioni, fondata nel 2015, è un operatore assicurativo diretto in Italia con 1,2 miliardi di euro di premi nel 2024. Attraverso la sua moderna piattaforma tecnologica e il team di digital experts, l’acquisizione di Prima dovrebbe migliorare ulteriormente le capacità di distribuzione diretta di Axa in Europa.

Sicuramente per Prima si tratta di un traguardo importante che rappresenta un riconoscimento

del lavoro svolto nei primi 10 anni di vita dell’azienda. Prima porta in dote al gruppo Axa un portafoglio di quasi 5 milioni di clienti e una profonda competenza nello sviluppo tecnologico, nella definizione dei prezzi e nella gestione dei sinistri – tutti elementi chiave che hanno permesso a Prima di diventare uno dei principali player nell’assicurazione auto in Italia.

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