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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Settembre 2024 n.07

SETTEMBRE 2024 · n. 07

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

SPESE LEGALI IN FAMIGLIA.
PERCHE’ NON ASSICURARSI?

Voglio proseguire con la presentazione di temi della nostra quotidianità che possono prevedere coperture assicurative per proteggersi da rischi ed imprevisti. Ho proposto in questi mesi polizze legate alla mancata autosufficienza, agli animali domestici, ai problemi nei viaggi, agli eventi catastrofali. In questo caso mi rivolgo a chi intende tutelare la propria famiglia, provvedendo alle esigenze legali che possono insorgere tutti i giorni nella vita di ognuno di noi, perché oggi può trovare soluzioni assicurative molto efficaci.
Esistono diverse polizze che rappresentano una soluzione ideale in questo senso. Assicurano tutto il nucleo famigliare convivente del contraente come da stato di famiglia, e propongono normalmente una tariffa fissa indipendentemente dal numero di assicurati. 
Polizze dello stesso tipo esistono ovviamente anche per Professionisti piuttosto che aziende (di ogni dimensione) o Condomini.

Le principali tutele previste nelle polizze legali per la famiglia di solito sono le seguenti:

Sezione base

  • Tutela legale penale (delitti colposi e dolosi)
  • Tutela legale per l’esercizio di pretese al risarcimento danni
  • Tutela legale contrattuale
  • Tutela legale del lavoro
  • Tutela legale per l’assicurazione sociale
  • Tutela legale per pedoni, ciclisti e passeggeri

Sezione tutela legale per immobili

  • Tutela legale per l’esercizio di pretese al risarcimento danni
  • Tutela legale contrattuale per immobili presi in locazione
  • Tutela legale per controversie inerenti diritti reali sui beni immobili

Sezione tutela legale per circolazione stradale

  • Tutela legale penale (delitti colposi o contravvenzioni derivanti da un incidente stradale)
  • Tutela legale per l’esercizio di pretese al risarcimento danni
  • Tutela legale vertenze contrattuali relative al veicolo
  • Tutela legale per dissequestro del veicolo in caso di sinistro stradale
  • Tutela legale per la patente di guida (revoca, sospensione ritiro in caso di sinistro stradale)

In sintesi, si tratta di pacchetti completi di garanzie per coprire le principali spese legali che gli individui potrebbero trovarsi a dover affrontare, lasciando libero ognuno di godersi ciò che davvero conta: la propria famiglia!
In Steffano Assicuratori siamo sempre molto attenti a monitorare il mercato assicurativo per offrire ai nostri clienti (in questo caso famigli, ma anche professionisti e aziende) la massima consulenza ed assistenza.
Non esitare a contattarci in caso di richiesta di qualunque chiarimento e approfondimento, al fine di trovare la soluzione ottimale alle esigenze della tua famiglia.

A presto!

BAYESIAN, UN FIUME DI RISARCIMENTI PER UNA TRAGEDIA DEL MARE

Il tragico affondamento del Bayesian al largo di Porticello, in Sicilia, con sette vittime tra cui il miliardario Mike Lynch, passerà alla storia anche per il fiume di denaro che verrà versato dalle compagnie assicurative.
La signora Angela Bacares, moglie di Lynch e madre di Hannah, anch'essa scomparsa, è infatti la proprietaria dell'imbarcazione di 56 metri colata a picco il 19 agosto, e dunque sarà la beneficiaria del risarcimento della polizza "corpi e macchine" stipulata con un consorzio di compagnie. Il valore assicurato della barca non dovrebbe oscillare tra i 20/30 milioni, cioè il prezzo pagato al momento dell'acquisto più il refitting effettuato nel 2020, meno l'eventuale valore del relitto quando verrà riportato a galla.
Angela Bacares ha dato infatti il suo assenso al recupero del relitto, previa estrazione del carburante, contando sull'altra polizza del Bayesian, chiamata Protection & Indemnity (P&I), stipulata con la compagnia australiana British Marine. La P&I è una sorta di Casco che copre quasi tutti i rischi, a partire dalla vita delle vittime, le lesioni a terzi, i danni ambientali, il recupero del relitto e può spingersi fino alle spese legali dell'equipaggio.
Il massimale per yacht a crociera simili al Bayesian, stimano gli assicuratori, può arrivare a 500 milioni, sempre che non ci si stato dolo. Ma l'ipotesi assurda che Angela Bacares abbia provocato consapevolmente l'affondamento sin qui nessuno l’ha presa in considerazione. Se invece fosse dimostrato il dolo o la colpa per esempio del comandante o dell'equipaggio, le compagnie dovrebbero pagare e poi rivalersi in sede civile su di loro, anche se in casi come questi, la capienza economica dei responsabili potrebbe non essere sufficiente.
Ma la partita più ampia e consistente dal punto di vista economico sarà quella che coinvolgerà la signora Bacares e famigliari ed eredi delle vittime che avranno facoltà di chiedere un risarcimento alla British Marine per la scomparsa dei loro cari. Il punto più delicato dunque sarà quello di definire quanto valevano le vite dei defunti, stabilendo delle cifre per personaggi così di spicco quali quelli coinvolti nell’incredibile naufragio.

UN TESORETTO PER FIGLI O NIPOTI? LE SOLUZIONI CI SONO

L'Economia del Corriere, con l'aiuto di Smileconomy, società indipendente di ricerca e consulenza finanziaria, assicurativa e previdenziale, ha pubblicato un articolo utilissimo per genitori e nonni per pianificare risparmi e investimenti, pensando al futuro dei propri figli e nipoti. Non c’è momento migliore in tal senso che la ripresa delle scuole ai primi di settembre.
Le tre idee sono: un piano per accantonare una somma di 30mila o 50mila euro, tramite versamenti mensili; il riscatto degli anni di laurea per un figlio già 30enne; oppure, terza ipotesi, una pensione di scorta intestata al minore, che funga anche da serbatoio di risparmi.
Per la prima ipotesi tutto dipende dall’età anagrafica e quindi, dal tempo che rimane prima di vedere spegnere la 18esima candelina al ragazzo. Se il bambino è appena nato, si può sfruttare a pieno il meccanismo di capitalizzazione composta degli interessi e servono 143 euro al mese investiti in un fondo azionario tramite piano di accumulo. Ma se il bimbo ad esempio ha già otto anni è necessario intensificare gli forzi e servono 325 euro al mese per 10 anni.
Per il riscatto di laurea prendiamo il caso di un 30enne, lavoratore dipendente, intento a valutare l'opportunità o meno del riscatto di cinque annidi corso. Il costo dell'operazione, per ogni anno - se si è dipendenti - è pari al 33% del reddito lordo annuo maturato nei 12 mesi precedenti la richiesta, ma si può optare anche per il regime agevolato, pagando un forfait per ogni anno di corso (nel 2024 era di circa 6.000 euro).
Infine la previdenza complementare, da intestare a un figlio minore a carico, sfruttando alcuni benefici fiscali: può essere considerata come un serbatoio, in cui confluiranno paghette e regali finanziari di genitori, zii e nonni, e a cui l'intestatario potrà attingere ben prima di aver maturato i requisiti per la pensione. Senza contare i vantaggi fiscali e il fatto che se l'intestatario, raggiunti i 18 anni, proseguisse il piano d'investimento avviato da genitori e parenti, potrebbe centrare obiettivi ben più ambiziosi.

CARO POLIZZE, SI INDAGA SUGLI AUMENTI DELL’RC AUTO

Anche le rilevazioni dei mesi estivi confermano nuovi aumenti delle polizze obbligatorie auto e ciclomotori: Ivass rileva infatti che a luglio il prezzo medio dell'Rc auto è di 416 euro, in aumento su base annua del +7,4% in termini nominali (+6,1% in termini reali), in accelerazione rispetto all'incremento annuo registrato a giugno (+6,2% in termini nominali, +5,4%in termini reali).
La Top Ten, in termini di euro, è la seguente: Napoli 598, Prato 591, Caserta 534, Pistoia 512, Firenze 502, Massa-Carrara 499, Lucca 484, Genova 483, Roma 482, Pisa 479.
Un bel gap con le 3 provincie fanalino di coda a livello nazionale, ovvero Oristano 310, Potenza 306, Enna 298.
Ma sono motivati i rincari? In particolare come mai ci sono città come Roma dove i rialzi arrivano all'11%? Per capire se ci siano solo comprensibili adeguamenti all'andamento tecnico o piuttosto se ci siano altre questioni è all'opera l'Ivass, l'Authority assicurativa. Le associazioni dei consumatori hanno invocato da tempo l'apertura di indagini, anche da parte dell'Antitrust, per verificare se in alcune zone d'Italia le tariffe siano elevate anche perché c'è scarsa concorrenza e scarsa volontà a contrarre che si traduce in una lievitazione dei prezzi.
L'Ania, Associazione delle compagnie assicurative, dal lato suo ricorda in uno studio sul tema che le tariffe sono state in costante diminuzione negli anni precedenti il 2023 con un premio medio che si è ridotto di cento euro in dodici anni.
Per quanto riguarda le previsioni, lo scenario per il 2024 resta comunque in salita, visto che gli indici di efficienza delle Compagnie sono andati in sofferenza sia nel 2022 (108) sia nel 2023 (106) contro un punto di equilibrio fissato a 100.

LE AUTOMOBILI AD AGOSTO FRENANO (LE VENDITE)

Si esaurisce "l'effetto incentivi" sul mercato italiano dell'auto che nel mese di agosto ha registrato un calo delle immatricolazioni del 13,4%, dopo i risultati positivi di luglio (+15%) e di giugno (+4,7%). I valori registrati il mese scorso nel complesso riflettono una fase di stallo del mercato auto in Italia e in Europa, anche se il risultato complessivo nei primi otto mesi dell'anno resta comunque positivo, a quota un milione e 80.447 unità, con una crescita del 3,8% sul 2023 e un calo del 18,5% rispetto ai livelli precedenti al Covid (2019).
In questo contesto, la quota di auto full electric (Bev) si è attestata al 3,7%, in recupero di 0,3 punti percentuali rispetto a luglio, mentre le ibride plug-in (Phev) scendono al 3,5%, per un totale di veicoli "ricaricabili" a quota 7,2%, due punti in meno rispetto al 9,1% di agosto 2023.
Da un lato, dunque, un mercato che rallenta, dall'altro una transizione all'elettrico in stallo. Stellantis perde nel mese oltre il 30% dei volumi e il brand Fiat, che resta il primo in Italia se si guarda alle vendite da gennaio a agosto, è superato ad agosto da Toyota, Volkswagen e Dacia. Chiudono con vendite in crescita sia il Gruppo Renault che Toyota, bene anche Bmw.

BALNEARI ALL’ULTIMA SPIAGGIA CON GLI INDENNIZZI

L'indennizzo è l'ultimo miglio per la soluzione della lunga e complessa vicenda delle concessioni balneari, che dovrà approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri dopo il confronto serrato tra Roma e Bruxelles.
Gli imprenditori del settore si sono infatti “rassegnati”: bisogna fare le gare. Anche perché sono ormai tanti i Comuni che hanno iniziato a bandirle, spinti dalle sentenze del Consiglio di Stato. Meglio quindi una legge statale che il far west di disposizioni diverse da territorio a territorio. E quindi se il ministro per gli Affari europei non dovesse riuscire a far passare a Bruxelles il nuovo termine del 2027 per indire le gare (30 giugno) e per la scadenza delle concessioni (30 settembre), poco male, anche se si dovesse anticipare tutto al 2026. Quello che sta veramente a cuore ai balneari a questo punto è una norma che stabilisca un indennizzo soddisfacente, che compensi il concessionario uscente per i beni materiali e immateriali, e cioè l'avviamento, il valore dei manufatti e delle attrezzature.

Quindi, ricapitolando, i 4 punti di questa intricata materia in via di risoluzione sono i seguenti.
Primo, le proroghe: sono necessarie, perché le concessioni sono scadute, e il tentativo del decreto Milleproroghe è illegittimo. Ma le proroghe devono servire solo a far da ponte alle nuove gare.
Secondo, la prelazione: i balneari puntavano a ottenere un diritto di prelazione per i concessionari uscenti. Ma da Bruxelles è arrivato lo stop: viene considerato inammissibile.
Terzo gli indennizzi: per i balneari devono includere l'avviamento, i manufatti e le attrezzature. Ma il Governo si sta orientando per il residuo dei beni non ammortizzati degli ultimi 5 anni.
Quarto ed ultimo, la durata: le nuove concessioni, prevedono le ultime bozze messe a punto dal Governo, dovrebbero avere una durata limitata rispetto al passato, compresa tra i 5 e i 20 anni.

IL FUTURO PENSIONISTICO PREOCCUPA GLI ITALIANI

Interessante (e allarmante) la recente ricerca dell’Osservatorio Sara Assicurazioni che mette in luce le principali preoccupazioni degli italiani legate alla pensione.
Solo il 13% pensa di ricevere un assegno che gli permetterà di mantenere un tenore di vita adeguato una volta uscito dal mondo del lavoro. Ben 8 italiani su 10 si dicono invece pessimisti sulla possibilità di contare su una pensione di base adeguata e, di questi, il 34% teme che non avrà nemmeno una pensione o risparmi sufficienti cui attingere per integrarla.
Molti paventano il rischio di non autosufficienza e l’impossibilità di sostenere le spese (44%), il dover pesare economicamente sulla famiglia (26%) e non riuscire ad aiutarla (25%) per carenza di risparmi; inoltre, ben uno su quattro (23%) teme di cadere in povertà.
Insieme alla visione del domani pensionistico, l’indagine ha fatto confermato una bassa conoscenza dell’argomento tra gli italiani. Uno su due (51%) non è in grado di definire che cosa sia la previdenza complementare; il 27% non sa che il TFR può essere versato nelle soluzioni previdenziali; il 32% non è a conoscenza dei vantaggi fiscali che queste offrono; l’84% non si informa sulle novità riguardanti le pensioni e la riforma del sistema previdenziale.
A fronte di questo, tuttavia, un italiano su tre (33%) si dice interessato a valutare opzioni per rendere più sicura la condizione economica della propria vecchiaia, e a pensarci sono in particolare i giovani della fascia 25-34 anni, dove la percentuale sale al 45%.
Il 61% degli intervistati ha espresso la volontà di acquisire in futuro un maggior livello di cultura previdenziale e del risparmio. Tra le soluzioni cui guarderebbero per integrare la pensione ci sono i piani individuali pensionistici assicurativi (28%), i conti deposito (23%) e i fondi pensioni aperti o negoziali (22%). Il 17% investirebbe sul mercato finanziario e il 14% in polizze vita.

IL DECRETO ATTUATIVO DELLE POLIZZE CATASTROFI E’ IN ARRIVO

Il decreto interministeriale sull'obbligo di assicurazione delle imprese contro i danni catastrofali è al rush finale. Cosa emerge ad oggi (in vista di una sua chiusura per l’invio alle parti tra cui Ivass e Consiglio di Stato) secondo indiscrezioni credibili?
Il documento che circola introduce meccanismi di flessibilità (massimali di indennizzo e lo scoperto) per rendere le tariffe più sostenibili. Prevede infatti che le percentuali di copertura assicurativa abbiano un limite minimo per asset fino a 30 milioni di valore (oltre è lasciato alla libera negoziazione). Per i beni con un valore inferiore a 30 milioni è previsto invece uno scoperto (quota del valore indennizzabile che può restare a carico dell'assicurato) fino a un massimo del 15%. Vengono esclusi gli immobili non conformi a norme urbanistiche e di edilizia o ad altre disposizioni di legge, ivi inclusi obblighi di manutenzione. Una novità introdotta è relativa alla possibilità di coprire non soltanto i beni di proprietà, ma anche i beni tenuti in conto terzi come i leasing per i capannoni o per i beni strumentali.

Il decreto fornisce anche la definizione standard dei danni climatici assicurabili che sono alluvioni (comprese inondazioni e esondazioni da eventi atmosferici naturali), sismi e frane e le prosecuzioni di tali fenomeni entro le 72 ore dalla prima manifestazione (lasciando fuori uragani e trombe d'aria).
Inoltre farebbe espressamente riferimento alle serie storiche, alle mappe di rischiosità ed ai modelli predittivi, sostanzialmente in linea con le prassi di sottoscrizione delle Compagnie.
Mancherebbe tuttavia un contratto base applicabile a tutte le Compagnie, cosa che potrebbe portare nel tempo a “pericolose” differenze in termini di copertura; e vi sarebbe inoltre una differenziazione di valori assicurati, massimali e scoperti in base al valore dei beni assicurati (secondo un meccanismo che appare complesso e che richiederà probabilmente specifiche ed articolate clausole di aggiustamento) per tener conto del variare delle dimensioni aziendali nel tempo.

OLTRE IL 50% DI AUTO HA COPERTURE NON OBBLIGATORIE

La percentuale di polizze Rc auto con almeno una copertura non obbligatoria nel 2023 è arrivata al 53,2%. Grazie a un balzo in avanti della raccolta del 12,1%, lo scorso anno per la prima volta le polizze Rc auto con almeno una copertura non obbligatoria attiva hanno superato quindi la soglia del 50% (appunto il 53,2).
Sempre con una asimmetria Nord/Sud Italia: nelle regioni del Nord, due auto su tre ne hanno almeno una (65,1%), al Sud e Isole si scende sotto il 38%.
Il boom di polizze accessorie da parte degli italiani è dettato dall'aumento del rischio - e della percezione di esso - che ha caratterizzato gli ultimi anni, in particolare sul fronte degli eventi atmosferici e dei furti. Ma anche, e va detto, all'aumento della sottoscrizione di queste coperture direttamente nelle concessionarie nell'ambito dei finanziamenti all'acquisto di auto nuove, che ne sono sempre più frequentemente infarciti.
Le polizze non obbligatorie più diffuse sono incendio (31,4%), cristalli (28,7%), furto (27,1%), eventi atmosferici (18,2%), kasko (10%) e altre non meglio specificate (34,8%).
Dove ci si copre di più? Tra le 5 provincie Top nella classifica a livello nazionale 4 sono in Lombardia. Questi i dati (% polizze Rc con tutele accessorie): 1. Pavia 76,3; 2. Lodi 74.5; 3. Bolzano 74.5; 4. Monza Brianza 74.0; 5. Cremona 73.9.
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