

Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

Ottobre 2023 n.09
OTTOBRE 2023 · n. 09

Amministratore Unico
QUANTO NE SAI DI SICUREZZA INFORMATICA? FAI LA CHALLENGE!
Abbiamo parlato diverse volte nella nostra Rassegna Stampa della cybersicurezza, uno dei temi assicurativi più caldi degli ultimi tempi (insieme a quello delle polizze catastrofali).
Pochi dati recenti, per inquadrare il fenomeno, estratti dall’ultimo “Threat Intelligence Report” elaborato dall’Osservatorio Cybersecurity di Exprivia. Tra aprile e giugno di quest’anno si è registrato un aumento dei fenomeni di cybercrime, con 672 casi complessivi, più del doppio rispetto al trimestre precedente. I settori maggiormente presi di mira sono quello Finance (aziende finanziarie, istituti bancari o piattaforme di criptovalute), il comparto Software/Hardware, il Retail, la Pubblica Amministrazione (che scende da 89 a 65 casi, per effetto di investimenti in politiche di protezione dei dati e di una accresciuta consapevolezza sulla sicurezza informatica negli enti pubblici), mentre chiude la classifica il settore Industria.
Mantiene il primato tra le tipologie di danni causati dagli hacker il furto dei dati (63% dei casi); al secondo posto, la richiesta di denaro; a seguire, l’interruzione di servizio (l’arresto del normale funzionamento della rete, di un’applicazione o di un servizio software) con il 5% dei casi.
Gli attacchi informatici prendono di mira soprattutto le piccole e medie imprese: oltretutto per una pmi ci vogliono in media 126 giorni per sanare una vulnerabilità con criticità alta e 105 giorni per sanare una vulnerabilità critica. Le imprese di dimensioni maggiori sembrano essere infatti più reattive nel risolvere le vulnerabilità, sia per una maggiore consapevolezza della sicurezza informatica che per le risorse più ampie dedicate alla cybersecurity.
Noi di Steffano Assicuratori abbiamo acquisito un’ottima esperienza al proposito e vogliamo metterla a disposizione dei nostri clienti: puoi dunque contattarci in ogni momento per avere tutte le delucidazioni del caso e potremo proporti prodotti assicurativi su misura in grado di coprire i rischi più nascosti.
A questo punto la domanda è d’obbligo: quanto ne sai di sicurezza informatica? Vuoi documentarti al meglio?
Per questo ti segnalo la nuova campagna di sensibilizzazione sul grande tema della sicurezza informatica dal titolo "Cybersicuri - impresa possibile", lanciata nei giorni scorsi da CERTFin.
Online fino a dicembre su Youtube, sul canale digitale di Radio24 e sui social e sul website https://cybersicuri.certfin.it/ l'iniziativa riprende il meccanismo dei quiz televisivi per analizzare e approfondire i rischi di frodi e attacchi informatici di cui può restare vittima un'impresa.
Linka subito al sito, in particolare, e troverai video, tutorial, quiz, consigli, tutti molto “friendly” e per questo molto efficaci! Imparerai a riconoscere le minacce informatiche e scoprire come difendersi, perché è importante investire nella sicurezza dei sistemi e nell'informazione dei propri dipendenti. Gli attacchi informatici negli ultimi tre anni hanno colpito il 60% delle aziende italiane ed è importante dotarsi di tutti i presidi e acquisire tutte le informazioni necessarie per lavorare in sicurezza, al riparo da possibili frodi online.
La cybersicurezza, come afferma il claim dell’iniziativa, è una “impresa possibile”, anche dal punto di vista assicurativo!
A presto
POLIZZE CATASTROFALI, ANCORA POCA SENSIBILITA’
I dati contenuti nel Primo rapporto sui rischi catastrofali, presentato a metà Ottobre da Ivass (che ha coinvolto 94 imprese assicurative), indicano che gli oneri sui sinistri collegati a tali polizze si sono impennati del 30%.
La raccolta premi per rischi climatici è stata di 2,1 miliardi di euro nel 2021 (6% del ramo danni) e quella per il rischio sismico pari a 0,4 miliardi di euro (1% della raccolta premi). La grandine è il rischio climatico con la maggior raccolta premi (1,2 mid, pari al 57% dei premi a copertura dei rischi climatici). Negli ultimi tre anni gli oneri per i sinistri causati da rischi climatici sono peraltro aumentati del 30% circa (440 miliardi di euro) a fronte di una raccolta assicurativa sostanzialmente stabile (da 1,9 mid a 2,1 mid nel periodo).
Nella relazione Ivass del giugno 2023 era evidenziato che nel mercato italiano i premi pagati nel ramo assicurativo danni collegato alla mitigazione dei rischi climatici era solo in lieve aumento, ma sostanzialmente confermato, rispetto al 2021 (poco più del 6%).
In tale contesto, secondo Banca d'Italia (in una relazione del 28 ottobre 2022) la bassa penetrazione del sistema assicurativo in tale ambito era dovuta a diversi fattori. Tra questi la non sufficiente educazione finanziaria degli utenti (spesso aggravata dalla scarsa chiarezza dei testi dei contratti di assicurazione), le troppo elevate aspettative da parte della collettività nelle capacità di intervento pubblico e, infine, una diffusa sottostima dei rischi connessi all'avvento di calamità naturali.
POLIZZE VITA: BOOM DI INCASSI PRIMA DELLA SCADENZA…
Il settore assicurativo, in questa fase di particolare turbolenza, gioca su più tavoli nel tentativo di arginare gli effetti che il contesto economico finanziario sta avendo sul comparto Vita. Effetti che si possono leggere nel repentino incremento del numero di clienti che porta all'incasso la propria polizza prima della scadenza.
Nel primo semestre 2023, stando ai dati Ania, l'ammontare complessivo delle uscite ha toccato quota 58,4 miliardi, con una variazione annuale in forte aumento: +45,2% rispetto ai primi sei mesi del 2022. A pesare, in particolar modo, sono stati i riscatti e altri rimborsi che hanno rappresentato il 76% dei pagamenti. Il dato appare preoccupante, tanto più se ci si sofferma sul trend. La percentuale di riscatti sulle polizze ha sempre viaggiato attorno al 5% annuo, nel 2022 questa cifra è salita al 6,6% e a settembre 2023 ha già toccato quota 7,6%. Il dato è ancora più rotondo se si guarda il solo comparto della bancassurance: qui viene toccato il 9,7%, esclusa Poste. Insomma, siamo praticamente al raddoppio.
D'altra parte, l'impennata dei rendimenti dei titoli di stato ha reso più attrattivi i governativi che, peraltro, stanno anche generando forti minusvalenze sul portafoglio investimenti del mondo assicurativo. Se a questo si aggiunge il caso Eurovita, è comprensibile il motivo per cui le gestioni separate siano diventate il nuovo snodo chiave per il settore.
… POSTE VITA INTANTO LANCIA DUE NUOVE PROPOSTE
In particolare, Poste Vita ha lanciato due prodotti d'investimento assicurativi. Si tratta di Poste Domani Insieme, con durata decennale, caratterizzato dalla presenza di una nuova gestione separata (Poste vita valore solidità) con Fondo utili, rivolto a chi vuole un prodotto con garanzia del capitale investito a scadenza (al netto di eventuali riscatti parziali) e rendimenti stabili nel tempo.
C'è poi Poste Orizzonte 5, con durata di cinque anni, pensato per coloro che intendono reinvestire i capitali derivanti dalla scadenza di prodotti assicurativi sottoscritti in precedenza in una soluzione a capitale garantito a scadenza, sempre al netto di eventuali riscatti parziali.
Nei primi sei mesi 2023, premi di Poste Vita sono cresciuti del 13,8%, con una raccolta premi lorda pari a circa 10,5 miliardi di euro.
ZURICH DECIDE DI ARCHIVIARE IL DOSSIER KAIROS
La compagnia elvetica Zurich blocca le trattative per l’acquisizione di Kairos, la realtà fondata nel 1999 come iniziativa imprenditoriale nel settore del risparmio da alcuni partner che si erano posti l’obiettivo di creare un'eccellenza indipendente dalle logiche della grande industria.
A fine 2022 com’è noto la compagnia ha dato vita a Zurich Bank, nuova banca con oltre 16 miliardi di euro di masse in gestione e più di 120mila clienti, costruita su un modello consulenziale in grado di offrire una gamma sinergica di servizi di investimento, assicurativi, bancari e finanziari. L'interesse per Kairos è dunque maturato con l'obiettivo di rafforzare quest'entità, tutta italiana: l'integrazione della “boutique” avrebbe infatti portato complessivamente le masse in gestione ben oltre i 20 miliardi grazie alla dote di 5 miliardi presente nel portafoglio di Kairos.
Adesso tutto si è fermato a causa delle difficoltà nate nel tentativo di trovare un'intesa sulla liquidazione di alcuni soci manager di Kairos. A questo punto, probabilmente, la Julius Baer (la più importante banca privata svizzera di gestione patrimoniale), primo azionista del capitale Kairos dal 2016 con una quota del 70% (mentre la fetta restante è suddivisa tra soci storici e alcuni manager), dovrà riprendere in mano le carte e avviare una nuova fase di sondaggi dopo che nei mesi scorsi l'operazione era stata valutata anche da altri soggetti (Banca Patrimoni Sella, per esempio, così come Anima).
I NUMERI DEGLI INTERMEDIARI ASSICURATIVI IN ITALIA
Il 19 ottobre a Milano è stato presentato l’Osservatorio Europeo degli Intermediari Assicurativi, nel corso del quale sono stati presentati diversi dati e discussi vari temi.
Tra i dati interessanti, riportiamo quelli relativi ai “numeri” della struttura distributiva del mercato italiano, che ad oggi non registra variazioni significative e si conferma come mercato stabile.
Alla fine del 2022 erano, infatti, iscritti al Registro Unico degli Intermediari 25.917 agenti (26.328 nel 2021) e 5.700 broker (5.586 nel 2021).
I collaboratori degli intermediari assicurativi (agenti, broker, banche, intermediari finanziari ex art. 106 del Testo Unico Bancario) che operano in nome e per loro conto al di fuori dei locali dei proponenti erano 203.787 (199.150 nel 2021).
Nei rami Danni, gli intermediari assicurativi restano il canale di distribuzione primario: le quote di mercato di agenti (76,7%) e broker (9,7%) sono analoghe al 2021.
Nel ramo Vita, guida sempre il canale bancario-finanziario (71,9%), diviso tra sportelli bancari (56,9) e consulenti finanziari (15%), mentre gli agenti si collocano al 26,1%.
UN’INIZIATIVA DA IMITARE ED ESTENDERE!
Arriva da Treviso un’iniziativa davvero interessante, da imitare ed estendere quanto più possibile, in tema di formazione e sensibilizzazione sulla sicurezza stradale. In questo caso Sna provinciale di Treviso (Sindacato Nazionale Agenti di assicurazione) ha siglato con la Provincia di Treviso una convenzione per agevolare e integrare le iniziative di sensibilizzazione sulle buone prassi per una guida sicura rivolte alla cittadinanza, realizzate nell'ambito del Tavolo per la Sicurezza Stradale della provincia stessa.
Grazie all'accordo, le attività di educazione stradale del Tavolo saranno incrementate con materiali comunicativi e prodotti specifici ad accompagnamento delle attività di informazione e prevenzione dedicate a tutta la comunità, dai più giovani agli over 65, attraverso la realizzazione di opuscoli di educazione stradale, l'organizzazione di prove pratiche al centro di Guida Sicura di Vittorio Veneto (per le classi delle superiori della provincia), video didattici ad accompagnamento delle attività di sensibilizzazione nelle materne, primarie e secondarie e appositamente dedicati ai più piccoli.
Il tema sicurezza stradale è diventato centrale in una metropoli come Milano. Giovedì 21 settembre proprio a Milano si è tenuta una manifestazione organizzata dalle associazioni che promuovono la mobilità dolce. La decisione di scendere in strada è arrivata dopo l'ultima tragedia sulle strade cittadine, avvenuta pochi giorni prima della manifestazione stessa: da inizio anno nel capoluogo lombardo sono morte venti persone, tra cui otto pedoni e cinque ciclisti.
LE ASSICURAZIONI (E NON SOLO)
SPIEGATE AI GIOVANI (E NON SOLO)
Il tema della formazione sugli argomenti assicurativo-finanziari è sicuramente fondamentale per un Paese che è molto in basso nella classifica sull'alfabetizzazione finanziaria nell'Ue.
L'ultima indagine Eurobarometro segnala che in quattro Stati - Paesi Bassi, Svezia, Danimarca e Slovenia - il 25% degli intervistati dimostra alti livelli di consapevolezza finanziaria, contro una media del 18% degli altri Paesi Ue. L'Italia è sotto media, con performance che sono circa la metà dei primi Paesi europei e donne e giovani sono i target più penalizzati.
Queste evidenze purtroppo si inseriscono in scenari anche più grandi e preoccupanti. In Italia si stima che il 30% della popolazione tra i 25 e i 65 anni abbia limitazioni nella comprensione, lettura e calcolo, con una forma di analfabetismo di ritorno che deve essere combattuto perché non degna di un Paese come il nostro.
UN PRIMATO POCO INVIDIABILE: I PIU’ CARI D’EUROPA
Nel dettaglio, il premio medio netto di una polizza RC in Italia costa in media 289 euro contro i 177 di Spagna e Francia, mentre in Germania se ne pagano 240. La media europea si attesta sui 228 euro e se vogliamo è la sola buona notizia: nel 2012, il differenziale valeva ben 195 euro e ora siamo a 61.
L'aumento della RC Auto è dovuto a diversi fattori: su tutti la crescita del numero degli incidenti stradali nel primo anno post-pandemia: su 32,9 milioni di veicoli assicurati in Italia (che pesano per il 42,6% della raccolta premi nell'intero settore Danni), si sono registrati ben 1,8 milioni di sinistri, per un costo medio di 4.671 euro. Poi non hanno aiutato l'inflazione che condiziona il costo di riparazione dei veicoli e la crescita dell'importo medio relativo alla liquidazione dei sinistri.
Gli incrementi maggiori sono stati rilevati in Umbria: lo scorso mese le tariffe sono salite mediamente del 37,9%. Rispetto ai valori assoluti la regione più cara è la Campania, dove a settembre per assicurare un'auto erano necessari più di 1.062 euro. La regione meno cara è il Friuli-Venezia Giulia.
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