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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Ottobre 2021 n.09

OTTOBRE 2021 · n. 09

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

L’ATTEGGIAMENTO DEGLI ITALIANI VERSO L’ASSICURAZIONE

Non c’è nulla di più difficile che scardinare un preconcetto, e modificare un comportamento o un atteggiamento. Ed è anche frustrante offrire argomenti, esempi, presentare nuovi e diversi scenari senza scalfire l’altrui opinione o stimolare una nuova riflessione.
Insomma, sappiamo tutti quanto è difficile cambiare e far cambiare idea.
Il tema oggi è (guarda caso) l’atteggiamento degli italiani verso l’assicurazione. Faccio il Broker assicurativo da anni e una mia mission con le persone con cui entro in contatto per lavoro – e magari si trasformano in clienti della mia struttura - è di diffondere il verbo dell’assicurazione perché sono convinto che sia uno strumento di civiltà, protezione e serenità. Insomma, mi sforzo di formare alla sensibilità verso l’assicurazione. Sappiamo infatti quanto sia cronica in Italia la tendenza alla sottoassicurazione, specie in confronto all’atteggiamento di tante altre popolazioni europee.
In un articolo recente di Marco Contini ho ricavato questo concetto al proposito che riporto, perchè davvero illuminante: nel nostro Paese “molti sembrano attratti più dalla possibilità, sia pure infinitesima, di un grosso guadagno che dalla eventualità, tutt’altro che infinitesima, di evitare una grossa perdita”. Dunque gioco e lotterie (legali) sì, assicurazione no!
Ed ecco le cifre al proposito che riporta l’articolo: “nel 2018 gli italiani hanno speso 107 miliardi di euro in giochi e lotterie legali (più del doppio rispetto a 10 anni prima). Al confronto, i 17 miliardi di premi del ramo danni-non auto, sempre nel 2018, rappresentano una cifra irrisoria”.
Sono assolutamente convinto che il ruolo “umano” anche nel mio lavoro resta un valore aggiunto di enorme importanza. Le tecnologie, il web, il digitale danno e daranno un apporto sempre più rilevante nel migliorare i processi assicurativi, ridurre i costi e smaterializzare il servizio.
Ma la conoscenza delle persone e del territorio, la vicinanza, il rapporto di fiducia che si instaura col cliente, la personalizzazione (o customizzazione per dirla in modalità marketing oriented) continueranno a fare la differenza, nel senso e nella direzione della creazione di una “cultura” assicurativa.
Sempre puntando alla più professionale, seria e qualitativa attività di consulenza.

IL CYBER RISK CRESCE,
I PREMI ASSICURATIVI RADDOPPIANO

Il caso dell'attacco alla Regione Lazio di quest'estate è solo uno degli ultimi episodi di cybercrime.
Il problema non riguarda solo le aziende o le istituzioni, ma anche il business assicurativo e riassicurativo dove il tema è scottante e alcuni gruppi hanno cominciato a escludere esplicitamente il rischio cyber dai propri contratti.
«La tendenza alla digitalizzazione porterà inevitabilmente a una maggiore probabilità di incidenti cyber. I prezzi nel mercato delle riassicurazioni informatiche potrebbero quindi aumentare notevolmente nel periodo 2021-2023, addirittura raddoppiando in alcuni casi», spiega un analista assicurativo di S&P's Global Ratings.
Come uscirne? «Una via è rappresentata dalla partnership tra i riassicuratori e gli assicuratori primari che potrebbe rafforzare la copertura, offrire una maggiore protezione del bilancio contro perdite frequenti e di elevata gravità e supportare l'accesso ai servizi informatici», conclude lo stesso analista.
«Una retrocessione più matura e un mercato delle cartolarizzazioni legate alle assicurazioni (come avviene nel settore catastrofale) potrebbero aumentare la capacità e supportare il mercato informatico crescita e potrebbe portare a migliori ritorni sul capitale grazie a una gestione efficiente del capitale a valle della catena riassicurativa».

STRETTA SUI MONOPATTINI ELETTRICI ALL'ESAME DELLA CAMERA

Sono molti i temi oggetto degli emendamenti al DL Infrastrutture (denominato "Sicurezza stradale") all'esame della Camera, e sul piatto ci sono ben 434 proposte di modifica.
Tra le richieste più numerose che saranno votate dai deputati, spiccano quelle che riguardano la micromobilità elettrica (quella dei monopattini in particolare), con la proposta di nuovi obblighi assicurativi, dell'introduzione obbligatoria di targhino e di casco ma anche di una migliore regolamentazione dell'utilizzo con modalità "free floating" (quando l'utente prende, usa e abbandona dove vuole il veicolo). 
A questo proposito verrebbe data la possibilità ai Comuni di

individuare spazi riservati alla sosta dei monopattini, contraddistinti da un'apposita segnaletica.
Inoltre i gestori dei servizi di noleggio dei monopattini dovranno concordare con le amministrazioni comunali le aree dove la sosta dei mezzi a noleggio è consentita e dove sia vietata, creando vere e proprie zone "no-monopattini".
Tra le richieste anche l'aumento del limite di velocità a 150 km in autostrada (se a tre corsie e dotata di specifiche apparecchiature di calcolo della velocità).
Vedremo a breve gli sviluppi visto che il tema riguarda tutti noi, come utenti piuttosto che pedoni!

CONVEGNO ANIA A ROMA:
IL SETTORE ASSICURATIVO DRIVER NEGLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI

Il 18 e 19 ottobre si è tenuto a Roma l'Insurance Summit dell'ANIA, in partnership con la presidenza italiana del G20. Il Summit, che ha visto gli interventi del mondo assicurativo ma anche di molti ministri guidati dai premier Mario Draghi, si è posto il problema di come garantire un futuro di prosperità alle persone e al pianeta e di quale ruolo dovrà giocare l'Italia nelle sfide globali.
In tutto questo la risposta è stata che iI settore assicurativo deve avere un ruolo primario negli investimenti sostenibili, nella lotta ai cambiamenti climatici e per ridefinire un nuovo sistema di welfare. Proprio il Premier Draghi ha sottolineato come «il contributo offerto dal mondo assicurativo alla sostenibilità» rispecchi «una delle priorità della presidenza italiana del G20: la risposta globale al cambiamento climatico». Pertanto le imprese assicurative sono un alleato essenziale in questo percorso.
Intanto l’UE calcola che a partire dal 2050 l'Unione ogni anno rischia di perdere in termini di crescita e prosperità oltre mille miliardi di euro (circa il 5,6% del Pil dell'Ue stessa) se non riuscirà a vincere la sfida che ha davanti a sé per realizzare la transizione energetica con l'obiettivo zero emissioni. Il rapporto, preparato dal servizio studi del Parlamento europeo, evidenzia che le conseguenze macro-economiche della mancanza di azioni «ambiziose e comuni» che dovranno essere messe in campo a livello UE per arrivare alla drastica riduzione delle emissioni di gas-serra, potrebbe arrivare a un costo di 464 miliardi già nel 2030.

PER ANIA, IVASS E GENERALI CRESCITA E SOSTENIBILITA’ VANNO IN PARALLELO

Il fatto che le imprese assicurative sono un alleato essenziale nel percorso verso la sostenibilità è stato rimarcato anche dalla presidente dell'Ania, Maria Bianca Farina, che aprendo la due giorni di lavori del convegno romano ha evidenziato come il settore abbia «la consapevolezza di svolgere un ruolo di primo piano per la crescita economica e per una transizione sostenibile, nella sua accezione più ampia, non solo ambientale, ma anche sociale e finanziaria». In particolare sul fronte dei disastri naturali il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini, ha ricordato che «l'Italia è esposta più di molti altri Paesi» e «tuttavia il grado di copertura assicurativa è relativamente basso».
Netto è il giudizio dell'amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, secondo cui la ripresa non ci sarà «se non sarà sostenibile». Di fronte a una situazione d'emergenza, ha detto Donnet, è necessario intervenire con il «contributo del settore assicurativo per cercare di mitigare i rischi del cambiamento climatico». Tra l’altro ha rimarcato che il clima zavorra le polizze e occorre un cambio di passo sul climate change o il rischio è che le catastrofi climatiche non siano più assicurate. Il tema riguarda più le «compagnie di riassicurazione che le assicurazioni» ma potrebbe portare ad un aumento «significativo dei prezzi» delle polizze di queste ultime, ha spiegato Donnet sottolineando l'impegno dell'intera industria assicurativa per le emissioni zero nel 2050.

LE ASTE RELATIVE ALLA DISMISSIONE DEGLI IMMOBILI APPARTENENTI A ENTI PUBBLICI

Ci siamo soffermati molto spesso in questa newsletter sul tema delle aste immobiliari. Va rimarcato che in Italia ci sono aste non solo di immobili provenienti da procedure esecutive ma anche aste per la dismissione di immobili appartenenti ad Enti Pubblici. Vediamo come si possono individuare questi beni e come si può fare per partecipare alle aste.
Anzitutto gli avvisi relativi agli immobili messi in vendita dagli Enti pubblici non sono pubblicati sul portale delle vendite pubbliche (pvp.giustizia.it), ma sono generalmente pubblicati sul portale dell'Ente dismettente ovvero sui portali pubblicitari dallo stesso indicati.
Peraltro la maggior parte degli Enti Pubblici ha siglato una convenzione con Consiglio Nazionale del Notariato per realizzare le dismissioni di immobili pubblici con le aste telematiche attraverso la Rete Aste Notarili (RAN), sistema costituito da una rete di oltre 2.000 notai abilitati e sparsi su tutto il territorio italiano.
Come si partecipa? Preso atto dell'Avviso d'Asta telematica, chiunque fosse interessato contatta gli uffici indicati sia per visionare gli immobili che per consultare la documentazione. L'offerta può essere presentata in formato cartaceo o in formato digitale. Il giorno dell'asta il Notaio Banditore accede all'asta per procedere con l'apertura delle offerte precedentemente registrate. Con l'aggiudicazione, l'aggiudicatario assume l'obbligo di versare il prezzo offerto secondo le modalità del disciplinare e quindi dovrà stipulare, nei termini fissati nel medesimo disciplinare, l'atto notarile di compravendita dell'immobile.
Un consiglio. È bene consultare e leggere attentamente l'avviso di vendita che contiene non solo il prezzo base, ma anche le modalità di partecipazione, i documenti da allegare all'offerta, la data e luogo in cui si svolgerà la gara.

GERMANIA,
IL PIÙ GRANDE MERCATO ASSICURATIVO D'EUROPA

Nemici di ogni imprevisto e forse convinti di poterne ridurre a zero gli impatti, i tedeschi hanno una polizza per tutto. I pilastri della Sozialversicherung, l'assicurazione sociale, sono pensioni, disoccupazione, malattia, cure e incidenti. In tutto questi contributi rappresentano quasi il 40% del reddito personale e vengono pagati in parti uguali da datori di lavoro e dipendenti.
Il pilastro più importante è la Rentenversicherung, l'assicurazione pensionistica di anzianità, con un bacino di 57 milioni di contribuenti e 19 milioni di pensionati. Costa il 18,6% del salario lordo (9,3% a carico del dipendente, altrettanto del datore di lavoro).
La Arbeitslosenversicherung protegge dalla disoccupazione e il contributo complessivo da versare è il 2,4% del reddito lordo, diviso in parti uguali.
La Krankenversicherung protegge dalle malattie, costa il 14,6% del salario lordo (7,3% ciascuno) ed è obbligatoria per legge: chi non supera i 65 mila euro di reddito lordo l'anno deve stipularla con una delle oltre 100 casse mutue (pubbliche o riconosciute dallo Stato).
Infine c'è la Unfallversicherung che protegge dal rischio di incidenti sul lavoro ed è pagata soltanto dal datore di lavoro, in base alla pericolosità dell'attività.
Complessivamente la spesa sociale in Germania assomma a oltre1000 miliardi di euro e nel 2020 è stata pari al 33,6% del PIL tedesco.

AZIONISTI VS MANAGERS, LA COMPETIZIONE E’ APERTA

steffano bn 9 21 delvecchio

Leonardo Del Vecchio vuole arrivare al 18% di Generali e mandare in minoranza il 17,2% di Mediobanca. Contemporaneamente punta a consolidare il ruolo di primo azionista della stessa banca d'affari Mediobanca portando la sua partecipazione al 20%. Si tratta del tetto concordato con la Bce al momento di iniziare la scalata.
L’obbiettivo è chiaro: cambiare la governance, cioè le regole di gestione, delle due società. Generali e Mediobanca oggi sono due public company, ovvero due istituzioni finanziarie che non hanno un azionista di riferimento. I numerosi soci sono in gran parte grandi fondi d'investimento internazionali. Risultato, a comandare sono i managers, non gli azionisti.
Dopo molto tempo trascorso a tenere nel cassetto i titoli di Generali e di Mediobanca, Leonardo Del Vecchio (ma anche Francesco Gaetano Caltagirone) ha cominciato a esprimere dubbi sulla gestione della compagnia del Leone, ritenendo che si possa fare meglio.
Pertanto quello a cui assistiamo, commenta giustamente Maurizio Belpietro “è il primo risultato di uno scontro che a simili livelli in Piazza Affari non si vedeva da anni, ma risulta evidente che siamo solo all'inizio e che prima o poi, intorno alle due istituzioni finanziarie tra le più importanti del Paese, vedremo i fuochi d'artificio.” E conclude notando che la vicenda “rischia invece di diventare la prima grande operazione di riassetto della finanza italiana, con ciò che ne consegue per banche e imprese. Ma anche per gli italiani.”

IN UK SENZA VACCINO A RISCHIO ASSICURAZIONE VITA

Le persone non vaccinate, soprattutto quelle più anziane e quelle più vulnerabili al Covid-19, incontrano crescenti difficoltà ad ottenere un’assicurazione sulla vita. Accade in Inghilterra dove le restrizioni potrebbero interessare 3,7 milioni di persone, considerate particolarmente vulnerabili al coronavirus.
Dall’inizio della pandemia le Compagnie sono state meno disposte a fornire assicurazioni sulla vita, protezione del reddito e prodotti di malattia a chiunque abbia condizioni di salute che li ponga a più alto rischio. Il vaccino quindi sembra essere il requisito fondamentale per poter ottenere una copertura, anche se l’Associazione degli assicuratori britannici ha chiarito che le vaccinazioni non dovrebbero influenzare le polizze esistenti, ma soltanto i nuovi contratti.
In presenza di una polizza tutti gli assicuratori britannici hanno riconosciuto infatti il Covid-19 come motivo valido per ottenere un risarcimento, tanto che nel totale del ramo vita e protezione sul reddito hanno pagato 6,2 miliardi di sterline nel 2020.
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