

Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

Maggio 2021 n.05
MAGGIO 2021 · n. 05

Amministratore Unico
SCONTRO? NO, INCONTRO TRA GENERAZIONI
Swiss Life, la più grande compagnia di assicurazioni vita della Svizzera e uno dei principali fornitori di servizi finanziari e previdenziali europei, ha reso noto nei giorni scorsi i dati di una ricerca interessante. Un terzo dei maschi e un quarto delle donne del campione intervistato (circa 1.500 individui svizzeri di età compresa tra i 55 e i 70 anni) pensa di continuare a lavorare all’indomani del pensionamento e una buona percentuale già lo fa.
Questa propensione al lavoro dopo il pensionamento coinvolge soprattutto lavoratori autonomi, agricoltori, liberi professionisti e manager, mentre meno interessati risultano invece impiegati, operai e gli artigiani. E’ vero che la Svizzera è sempre vissuta un po’ come un’isola felice, per molti aspetti, ma il dato di questa survey mi sembra significativo in generale.
Anzitutto mi ha fatto riflettere e io stesso mi sono posto la domanda: “cosa vorrò fare da grande”?
E mi sono risposto che … tra qualche anno … anch’io quasi sicuramente sceglierei (sceglierò) di proseguire dopo l’andata in quiescenza la mia avventura lavorativa, che mi impone tanti impegni ma mi restituisce anche tante soddisfazioni!
Inoltre il sondaggio è un bel segnale di “voglia di normalità” dei tempi post Covid. Si guarda con ottimismo al futuro e nonostante le difficoltà dell’ultimo periodo, che tutti ci auguriamo di mettere alle spalle quanto prima, ci si proietta in avanti. E’ come il segno di una longevità anche professionale che coinvolge gran parte delle società di tanti Paesi: dopo i 60/65 anni c’è ancora tanta energia da mettere a disposizione, anche nel mondo del lavoro in cui magari si è dato tanto. Sempre che ne esistano le condizioni: buona salute, buona atmosfera lavorativa, apprezzamento del datore di lavoro, come emerge dalla stessa ricerca di Swiss Life.
Si innescherà un conflitto tra vecchie e nuove generazioni in termini di mantenimento di posizioni lavorative a scapito di nuovi ingressi nel mondo del lavoro? A mio avviso sicuramente no. Anzi, se si creasse un maggiore e sistematico contatto tra generazioni, un travaso di competenze da una parte e di nuove visioni dall’altro, si creerebbe un circolo virtuoso che gratifica le une e motiva ancor più le altre. Personalmente, avendo dei figli che mi auguro vogliano proseguire l’attività di famiglia, non posso che augurarmi un percorso di questo tipo.

REVO OFFRIRA’ SOLUZIONI ASSICURATIVE PER I RISCHI PARAMETRICI DELLE PMI
Si chiama Revo il nuovo progetto di Alberto Minali, a lungo ai vertici di Generali e di Cattolica Assicurazioni, e di Claudio Costamagna, quasi vent'anni in Goldman Sachs e poi presidente di Cassa Depositi e Prestiti. Revo è una SPAC che si propone di raccogliere 200 milioni di euro per procedere, dopo la quotazione in Borsa e la business combination con la società target, alla creazione di una compagnia assicurativa focalizzata in rischi specialistici per le piccole e medie imprese e in rischi parametrici.
Sempre più spesso si legge nelle pagine dei quotidiani dedicati all’economia di managers che fondano una SPAC. Il nome deriva dall’acronimo inglese Special Purpose Acquisition Company e, si tratta di società particolari, che non hanno una propria operatività sul mercato ma che nascono al solo scopo di raccogliere capitali immettendo sul mercato azioni tramite IPO (Initial Pubblic Offering) con l’obiettivo della successiva integrazione/fusione (Business Combination) con una società operativa sul mercato (Target).
Perché le PMI? Perché Minali e Costamgna pensano che nel settore assicurativo ci sia un deficit di offerta di soluzioni per le piccole e medie imprese e vogliono occupare questo spazio. Inoltre intendono esplorare le terre ancora vergini delle assicurazioni parametriche. Cosa è un rischio parametrico? Quello in cui l'indennizzo scatta non in presenza di un sinistro ma di un evento, come ad esempio il maltempo.
Si chiama Revo il nuovo progetto di Alberto Minali, a lungo ai vertici di Generali e di Cattolica Assicurazioni, e di Claudio Costamagna, quasi vent'anni in Goldman Sachs e poi presidente di Cassa Depositi e Prestiti. Revo è una SPAC che si propone di raccogliere 200 milioni di euro per procedere, dopo la quotazione in Borsa e la business combination con la società target, alla creazione di una compagnia assicurativa focalizzata in rischi specialistici per le piccole e medie imprese e in rischi parametrici.
Sempre più spesso si legge nelle pagine dei quotidiani dedicati all’economia di managers che fondano una SPAC. Il nome deriva dall’acronimo inglese Special Purpose Acquisition Company e, si tratta di società particolari, che non hanno una propria operatività sul mercato ma che nascono al solo scopo di raccogliere capitali immettendo sul mercato azioni tramite IPO (Initial Pubblic Offering) con l’obiettivo della successiva integrazione/fusione (Business Combination) con una società operativa sul mercato (Target).
Perché le PMI? Perché Minali e Costamgna pensano che nel settore assicurativo ci sia un deficit di offerta di soluzioni per le piccole e medie imprese e vogliono occupare questo spazio. Inoltre intendono esplorare le terre ancora vergini delle assicurazioni parametriche. Cosa è un rischio parametrico? Quello in cui l'indennizzo scatta non in presenza di un sinistro ma di un evento, come ad esempio il maltempo.

TAILOR MADE: LE POLIZZE, SPECIE PER LA RC, DEVONO ESSERE COSI’
Secondo il parere degli esperti, una polizza assicurativa è come un vestito, che si deve studiare
su misura delle esigenze dell'utilizzatore in base ai parametri che la compongono.
Parlando di RC Auto molti pensano soltanto a come risparmiare il più possibile, sottoscrivendo delle polizze al più basso costo offerto, quasi sempre senza considerare i risvolti e i rischi che si corrono con coperture che in caso di incidente si possono rivelare anche ampiamente insufficienti.
Alcune raccomandazioni pertanto possono essere le seguenti.
- Non lesinare sui massimali: alla fine possono rivelarsi insufficienti per la copertura dei danni provocati da un incidente davvero molto grave.
- Meglio leggere ogni condizione della polizza: è opportuno non rinunciare all’aiuto di un consulente.
- Considerare il tipo di veicolo: la tipologia del veicolo e il suo stato di utilizzo possono consigliare coperture aggiuntive disponibili.
- Attenzione alle rivalse: il diritto della compagnia di richiedere all'assicurato il rimborso di danni già risarciti a persone e cose, spesso è inevitabile con polizze meno care.
CALATI GLI INCIDENTI E LE VITTIME STRADALI NEL DECENNIO 10/20 IN EUROPA


CALATI GLI INCIDENTI E LE VITTIME STRADALI NEL DECENNIO 10/20 IN EUROPA
Parliamo di una strage, ma almeno i numeri calano e l’Europa resta il continente più sicuro al mondo. Secondo le stime pubblicate dalla Commissione Europea, l'anno scorso 18.800 persone hanno perso la vita in incidenti su strada. La riduzione annua è senza precedenti, pari al 17% rispetto al 2019, dovuta probabilmente anche alla contrazione dei volumi di traffico a causa della pandemia.
Tale diminuzione tuttavia non è servita a raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero dei morti sulle strade nel decennio 2010/2020: ci si è fermati al -36% (dato totale europeo). Solo la Grecia (54%) ha superato l'obiettivo, seguita da Croazia e Spagna (44%). Portogallo (43%), Italia e Slovenia (42%). Complessivamente, nove Stati membri hanno registrato un calo uguale o superiore al 40%. Peraltro, con 42 morti per incidenti stradali per milione di abitanti, l'UE resta il continente con le strade più sicure. La media mondiale è superiore, infatti, a 180.
SINISTRI AUTO IN CALO MA PIU’ GRAVI
Il lockdown e le limitazioni agli spostamenti dovuti alla pandemia hanno fatto crollare il numero di incidenti, quindi le riparazioni in carrozzeria nel corso del 2020. In compenso c'è stato un aumento dei comportamenti a rischio da parte degli automobilisti, in particolare dell'eccesso di velocità, per cui gli incidenti accaduti sono stati mediamente più gravi. L'importo medio dei sinistri accaduti e liquidati nel 2020 è stato pari a 1.906 euro, in aumento (+2,7%) sul 2019 quando era pari a 1.855 euro. La frequenza dei sinistri si è attestata su un valore pari a 3,74% neI 2020, in riduzione di quasi 1/3 sul 2019 (5,33%), sempre a causa della limitazione agli spostamenti.
Come è noto l'emergenza Covid-19 ha avuto ripercussioni anche nel mondo assicurativo, in primo luogo nella raccolta premi soprattutto nei mesi iniziali di marzo e aprile che, infatti, si è ridotta rispettivamente del 12% e di quasi il 20%.
In secondo luogo è diminuita l'entità dei risarcimenti: si parla di circa 2,1 miliardi di euro nel 2020, in parte già tornati nelle mani degli assicurati, grazie alle riduzioni dei costi delle polizze. Si stima che, per il totale dei veicoli, la riduzione del premio medio della copertura RC Auto nel 2020 sia stato nell'ordine del -5/6%. Pandemia a parte, dal 2012 al 2020 i premi medi RC Auto sono diminuiti di quasi il 32%.
GLI ITALIANI E LA CULTURA ASSICURATIVA: VOTO 5 E MEZZO
E’ emerso in questi anni in varie occasioni il fatto che noi italiani non siamo molto preparati in materia e che necessiteremmo di “corsi di ripetizione”. È quanto emerge da una recenteindagine commissionata da Ivass a Università Bicocca e Doxa: su oltre 2000 interviste condotte, gli italiani raggiungono un punteggio di 54 su 100. Sulle 5 aree oggetto delle domande (conoscenza assicurativa, fiducia verso compagnie e intermediari, avversione al rischio, logica assicurativa, efficacia della comunicazione), la conoscenza ha ottenuto il punteggio più basso, pari a 30, confermando carenze anche su concetti base del settore (premio, franchigia, massimale).
Oltre il 70% degli intervistati è apparso conscio delle lacune e del fatto che la cultura assicurativa non sia adeguata (anche se a una maggiore scolarizzazione sono associati livelli di conoscenza più elevati). Importante quindi intervenire sulla scuola, sulla comunicazione (il comitato Edufin lavora ad una campagna informativa che farà leva su tutti i media, social compresi, in modo da raggiungere tutti i target), ma anche sul linguaggio assicurativo, reso complicato da leggi e regolamenti spesso incomprensibili.
ATTACCO HACKER AL MISE
Il Ministero dello Sviluppo Economico è stato hackerato a fine 2020. La notizia è emersa a distanza e resta coperta da grande riserbo. La violazione risalirebbe appunto alla fine dello scorso anno e solo due mesi dopo, in febbraio, il Mise ha avvisato i dipendenti di una “possibile violazione di sicurezza” e azzerato le password. Sui contenuti dei dati sottratti al Mise e sull'origine dell'attacco si sa molto poco: il fatto che sia stato un attacco mirato proveniente dall'estero allo stato è solo un’ipotesi. Le indagini sono in corso, si limitano a far sapere dalla Polizia Postale.
Ma il problema dilaga e tra le vittime ci sono state anche Campari, Mps, Leonardo e Inps. Il recente stop all'oleodotto Usa Colonial Pipelines, che ha dovuto fermare l'infrastruttura che porta il 50% del carburante necessario alla costa orientale americana, fa scattare l'allarme nel nostro Paese.
Il Recovery Fund stanzia soltanto 620 milioni in 5 anni: è positivo che ci sia la consapevolezza dell'importanza del settore, ma i fondi non sono sufficienti. Si stima che servirebbero investimenti
per almeno 3 miliardi di euro l'anno.
VACANZE E TURISMO TUTELATI DA POLIZZE E COPERTURE SPECIFICHE CAUSA COVID-19
Tra i settori che, più di altri, godranno di nuove iniziative a livello assicurativo a seguito delle problematiche della pandemia vi è sicuramente quello dei viaggi e delle vacanze.
In effetti, considerando che il Covid-19 è stato classificato come un evento pandemico e, quindi, come assolutamente eccezionale, molte polizze sarebbero risultate inoperanti. La quasi totalità delle imprese assicurative ha comunque scelto di garantire il rimborso dei viaggi e delle vacanze già prenotate, a fronte della sola condizione che i relativi contratti fossero stati stipulati prima dell'emanazione dei divieti di spostamento governativi.
Per i nuovi contratti e la nuova stagione, moltissime Compagnie hanno formulato numerose proposte e nuove opzioni per il caso di cancellazioni o ritardi dovuti all'emergenza Covid-19. Si va dall'estensione delle coperture legate alle spese mediche, al rimborso dei soggiorni non fruibili anche solo a causa di quarantena, passando per l'indennizzo dei costi sostenuti in caso di prolungamento forzato del soggiorno causa Covid-19.
Muovendosi sulla stessa linea, anche gli operatori turistici hanno formulato nuove opzioni per tutelare i clienti dagli imprevisti derivanti dalla pandemia, integrando le proprie offerte con delle coperture assicurative ad hoc. Ad esempio, alcune compagnie aeree hanno incluso nel prezzo dei loro biglietti una specifica assicurazione concernente il Covid-19, che, oltre al rimborso delle spese sostenute per l'effettuazione del test molecolare, comprende anche le spese mediche e di ospedalizzazione derivanti dalla diagnosi del virus, nonché il rimborso dei costi derivanti da un'eventuale quarantena o rimpatrio del viaggiatore.
Nel settore alberghiero, infine, si sta diffondendo l'idea di proporre al cliente una vera e propria polizza di viaggio compresa nelle tariffe del soggiorno, così da aggiungere al mero rimborso del prezzo per il caso di cancellazione anche un'assistenza dedicata per il caso di imprevisti sorti durante la permanenza in hotel.
SGUARDO IN AVANTI NEL SETTORE DELL’INSURANCE
Salute, cambiamenti climatici, futuro e, naturalmente, digitalizzazione sono i nuovi pilastri sui quali si costruirà il ruolo del settore assicurativo nei prossimi anni, provando a dare uno sguardo oltre le emergenze della pandemia.
Il comparto medicale e del benessere, sia per la famiglia che nel lavoro, svolgerà sicuramente un ruolo trainante, e le nuove tecnologie della salute apriranno molte nuove opportunità per il mondo insurance. Il settore inoltre sarà uno dei grandi player della trasformazione sostenibile dell'economia: cambi climatici, rischi ambientali, nuova mobilità, inquinamento.
I temi sui quali il settore delle assicurazioni lavora da tempo e
per i quali esiste un'ampia offerta di prodotti sono quelli del futuro delle persone post lavoro: visti i rapidi cambiamenti sociali in atto occorrerà continuare a lavorare molto per assecondare tendenze e scenari. Infine la digitalizzazione e le tecnologie emergenti dovranno sempre più migliorare l'efficienza, l'esperienza del cliente e l'offerta di prodotti customizzati sulla persona.
Così facendo le Compagnie giocheranno un ruolo di affiancamento allo Stato nel sostegno a famiglie e imprese, contribuendo ad accrescere il benessere della società e la competitività del sistema economico.
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