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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Luglio 2025 n.06

Luglio 2025 · n. 06

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

Più consapevoli oggi, meno esposti domani

Anche se il mercato è in crescita del 15% rispetto all’anno precedente (con un valore di 2,48 miliardi di euro nel 2024), soltanto il 21% delle piccole e medie imprese italiane ha stipulato una polizza cyber risk negli ultimi 12 mesi. Quindi è vero che si sta registrando un crescente interesse per la cybersecurity, tuttavia le PMI italiane sono sottoassicurate rispetto alle loro controparti europee, con un gap significativo.

È dunque fondamentale che le aziende aumentino la loro consapevolezza dei rischi informatici, prendano le misure necessarie per proteggere i loro sistemi e dati, facciano formazione interna e considerino la sottoscrizione di una polizza a copertura dei rischi informatici. Mi riferisco proprio a tutte le società (micro, piccole e medie imprese) che esercitano in ambito produttivo, commerciale o dei servizi, ma anche ai singoli professionisti, così come agli studi e associazioni professionali.

Va ricordato che il rischio informatico non è soltanto relativo ai danni collegati agli attacchi informatici subiti dall’Assicurato ma è anche relativo ai risarcimenti verso terzi, quando l’Assicurato ha una responsabilità derivante da violazioni della normativa in materia di protezione dei dati personali o violazioni della sicurezza informatica.

Cosa assicura in generale una polizza sui rischi informatici?

  • il risarcimento verso i terzi per responsabilità derivanti da violazione della normativa sui dati personali e aziendali, violazione dei dispositivi di sicurezza e violazione della privacy, nonché il rimborso di tutte le spese conseguenti a tale violazione;
  • l’indennizzo delle spese sostenute per la gestione dell’emergenza, il recupero dei dati elettronici, la decontaminazione del sistema informatico nonché il ripristino dei dati e del relativo accesso al sistema in presenza di minaccia che richieda un “riscatto” (estorsione cyber);
  • una diaria per le perdite che derivano dall’interruzione totale o parziale dell’attività (con limiti temporali);
  • l’indennizzo dei costi relativi alle spese necessarie per la tutela dell’immagine e della reputazione, nonché il risarcimento verso i terzi per responsabilità derivanti da attività multimediale;
  • l’indennizzo di importi illegalmente sottratti conseguenti ad accesso o utilizzo non autorizzato di conti bancari o altro, conseguenti a sottrazione della banda larga dell’Assicurato.

La polizza per la cybersecurity solitamente lascia all’Assicurato la scelta tra un servizio di assistenza con fornitore predeterminato dalla Compagnia o il rimborso dei costi sostenuti e documentati da parte di un professionista specializzato di fiducia dell’Assicurato stesso.

Torno su questo tipo di coperture, che ho sottolineato già qualche mese fa in questo mio spazio di intervento, per ribadire l’attenzione e la consulenza che Steffano Assicuratori, su questo come su altri temi, vuole dedicare ai propri clienti, anche assistendo al proliferare di episodi di questo genere ed ai rischi correlati. Per ogni esigenza di dettaglio nella protezione dei vostri interessi personali o societari noi di Steffano Assicuratori siamo qui, come sempre, per orientarvi e consigliarvi!

A presto!

Marco Steffano
Amministratore Unico

Forse non tutti sanno che… (in merito al tagliando dell’assicurazione auto)

La cosa è risaputa da tempo: non serve più esporre sul cruscotto la copia dell’assicurazione dell’auto. E così sono stati eliminati dai parabrezza tutti gli adesivi con la famosa “tasca trasparente”. Una comodità, ma bisogna fare attenzione.

La legge, infatti, non ha eliminato l'obbligo di dimostrare di essere assicurati: anche se il certificato non deve più essere stampato, il conducente deve comunque poterlo esibire, anche in formato digitale, in caso di controllo. Pertanto, se non si è in grado di mostrarlo subito scatta una sanzione, e la sanzione aumenta se poi non si porta la polizza (nei tempi ristretti richiesti) agli uffici indicati dalle forze dell’ordine.

Insomma, anche nell’era digitale dimenticare i documenti può costare caro. Se non si riesce a trovare subito la polizza, la prima cosa da fare è contattare la Compagnia Assicurativa e chiedere una copia del documento. Può bastare una email o una telefonata, ma spesso è possibile scaricarla anche dalla propria area personale online. Quindi in genere la soluzione del problema è sollecita!

Lesione lieve per caduta in autobus,
si applica il codice delle assicurazioni

La liquidazione del danno biologico per lesioni di lieve entità (dette micropermanenti) soggiace ai criteri indicati dall'articolo 139 del Codice delle Assicurazioni (il DL 209/2005), e non al criterio tabellare dell'ufficio giudiziario, anche se il danno si verifica nell'ambito di un contratto di trasporto su un veicolo a motore.

La Cassazione con una ordinanza del 25 maggio 2025, si è così pronunciata sul caso di una passeggera che, salita sull'autobus, era caduta a seguito di una brusca ripartenza del mezzo, riportando appunto una lesione micropermanente.

La Cassazione ha infatti precisato che l'applicazione dell'articolo 139 del Codice delle Assicurazioni - che si riferisce, appunto, alla circolazione - è funzionale alla tutela uniforme del danneggiato, prescindendo dalla qualificazione del rapporto giuridico da cui origina il danno. Quindi, anche le lesioni di lieve entità subite dal passeggero durante un contratto di trasporto su un autobus rientrano nel quadro applicativo della disciplina dettata proprio dall'articolo 139, che prevede importi standardizzati e moderatamente modificabili dal giudice.

La compagnia non è tenuta a fornire accertamenti richiesti del danneggiato

Sempre la Cassazione con una ordinanza di qualche giorno prima (13 maggio 2025) ha chiarito che non c’è un obbligo da parte dell'Assicurazione del veicolo responsabile di un sinistro di effettuare perizie o accertamenti tecnici su richiesta del danneggiato o del giudice.

Il principio stabilito dalla Corte vale nella Rc auto quando l'assicuratore è quello del danneggiante, quindi fuori dal perimetro dell'indennizzo diretto. Ma nulla vieta di applicarlo anche alle altre garanzie assicurative sulla responsabilità civile.

Escluso dunque che la Compagnia debba aderire alle richieste di ulteriori accertamenti da parte del danneggiato, come può comportarsi quest'ultimo? Gli restano la possibilità e l'onere di fornire prove documentali (foto, preventivi, fatture, perizie) o di chiedere al giudice la nomina di un consulente tecnico d'ufficio; ma non può arrivare a chiedere che sia la controparte a sostituirsi a lui nel percorso probatorio.

In definitiva, con questa ordinanza la Cassazione riafferma un confine chiaro tra oneri processuali e obblighi assicurativi. Non si può trasformare la Compagnia assicurativa in un soggetto processualmente "obbligato a collaborare" con l'attore: la Compagnia convenuta è una parte del processo, non un ausiliario del giudice.

Pet trend: premi in salita, massimali in discesa

Ci siamo soffermati sul tema delle polizze per gli animali da compagnia in varie occasioni. Oggi vogliamo dare un aggiornamento del panorama con alcuni numeri significativi.

Sono ben 65 milioni i pet nelle case degli italiani e di questi cani e gatti sono quasi 19 milioni.

Ivass ha censito ed analizzato oltre 80 polizze, offerte da 32 compagnie, in particolare 58 polizze nelle quali le coperture per animali domestici sono abbinate ad altre tipologie di rischi e 23 polizze "stand alone" ossia espressamente disegnate solo con soluzioni per animali domestici. Le polizze partono da pacchetti dal costo di 17euro al mese fino ad arrivare a oltre 100.

È pari a 700 euro il costo medio dei sinistri nel settore pet, mentre la frequenza dei sinistri è pari al 25%: in media un animale su quattro necessita dell'intervento della polizza. Tra le razze più delicate, ossia quelle che hanno maggiori necessità di interventi o cure veterinarie, ci sono i bulldog francesi, i bassotti, i bovari e i labrador, tant’è che alcune compagnie iniziano a escludere alcune razze dalle coperture veterinarie.

Altre compagnie, infine, iniziano ad abbassare i massimali: per gli interventi chirurgici ci sono alcuni operatori che hanno ridotto il rimborso spese fino a 500 euro, cifra molto più contenuta rispetto alla media di mercato di qualche mese fa che era di 2mila euro.

Insurance europe vale 920mila addetti e 9,5 trilioni di euro in gestione

Si è tenuta giorni fa la conferenza internazionale di Insurance Europe, nella quale questo organismo ha messo in fila le priorità del settore, tra cui il rilancio della competitività Ue e un'unione dei risparmi e degli investimenti.

Ma chi è Insurance Europe? Insurance Europe rappresenta il settore assicurativo e riassicurativo europeo. Un comparto che nel suo complesso conta oltre 920.000 addetti e 9,5 trilioni di euro in gestione e che in quanto tale rappresenta un pilastro per l'economia del Vecchio Continente al punto che nel 2023 ha pagato più di 1.000 miliardi di euro in indennizzi.

Il presidente dell'Ania, Giovanni Liverani, intervenuto a Bruxelles ai lavori della conferenza, ha ribadito che le assicurazioni possono svolgere «un ruolo veramente decisivo» nel rilanciare la crescita europea e colmare «il divario di competitività che l'Europa mostra nei confronti degli Stati Uniti».

«Tuttavia - ha aggiunto Liverani - per sfruttare il pieno potenziale degli investimenti legati al settore assicurativo e utilizzare l'assicurazione come potente motore della trasformazione di lungo termine dell'Europa, occorre prendere una serie di decisioni cruciali». Il presidente ha rilevato quindi che «per fare la nostra parte abbiamo bisogno dei giusti requisiti: parità di condizioni, un quadro normativo stabile, prevedibile e favorevole e un ambiente che davvero ricompensi gli impegni di lungo termine».

Meno costi ma piu’ truffe con l’online

Il sempre maggiore uso dell'home banking e le operazioni con lo smartphone hanno avuto un impatto positivo sulle spese della clientela: il costo medio per operazione, comunica la Banca d'Italia, è passato da 1,01 a 0,62 euro, per effetto delle forti economie di scala.

Ma c'è anche il rovescio della medaglia: le truffe a danno di chi usa gli strumenti bancari telematici sono in fortissimo aumento, e anzi si tratta dell'unico tipo di truffe informatiche in crescita nel biennio 2022-2023, rileva l'Istat. Nello stesso periodo si riduce anche il numero di borseggi e rapine, si legge nel report sui "Reati contro la persona e la proprietà", ma «le sottrazioni di denaro tramite l'utilizzo di strumenti bancari online sono aumentate del 74%».

È anche vero che in quei due anni, rileva l'Istat, gli utenti dei servizi bancari telematici sono aumentati di oltre il 25%, dunque si tratta in qualche modo di una crescita fisiologica. Ci siamo abituati a fare attenzione agli scippatori, a proteggere meglio le nostre case, ma anche a diffidare di chi ci propone via email improbabili eredità, o ci manda link con strane indicazioni per vincere premi.

Le truffe associate agli acquisti telematici nel 2022-2023 si sono ridotte del 27%, mentre le vittime di phishing sono passate dal 7,7% delle persone che avevano risposto a mail sospette del 2015-2016 al 6,9% del 2022-2023.

Allianz in trattativa per capital four?

Il colosso assicurativo tedesco Allianz è in trattative per l'acquisto del gestore creditizio europeo Capital Four, che dalla sede di Copenhagen gestisce oltre 23 miliardi di euro di masse, tra cui 8 miliardi di credito privato alle aziende.

Si parla di colloqui preliminari in corso su cui però i diretti interessati non intendono rilasciare dichiarazioni. Lo scorso mese di maggio l'amministratore delegato di Allianz Global Investor, Tobias Pross, si era detto interessato a possibili acquisizioni nell'ambito dei cosiddetti "mercati privati" (private market assets).

Gli assicuratori stanno cercando di aumentare l'esposizione alle strategie di credito privato, attirati da rendimenti più elevati e dal desiderio di investimenti che corrispondano alle passività a lungo termine degli assicurati.

Quindi non solo Allianz ma diverse compagnie si sono orientate verso (o hanno già acquistato direttamente) dei gestori di crediti privati per ridurre le commissioni e ottenere il controllo sulla creazione e sulla gestione del rischio. 

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