

Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

Giugno 2024 n.06
GIUGNO 2024 · n. 06

Amministratore Unico
PROTEZIONE OBBLIGATORIA DA RISCHI CATASTROFALI: LA SCADENZA SI AVVICINA
Voglio soffermarmi questo mese sul tema delle polizze catastrofali. Nella nostra rassegna stampa abbiamo sottolineato in varie occasioni, da ultimo a Febbraio, l’importanza di questa copertura e il fatto che la Legge di Bilancio 2024 ha istituito l'obbligo per le imprese di stipulare, entro il 31 dicembre 2024, contratti assicurativi per questo genere di danni.
Qualcuno da definito questa legge “una pietra miliare nel campo assicurativo”: di fatto la sua attuazione contribuirà a colmare il protection gap e a promuovere la responsabilità delle Imprese. Oltre a rendere l’economia del nostro Paese più reattiva e meno compromessa dagli impatti delle calamità, sempre più frequenti.
A chi è rivolta? Alle imprese con sede legale in Italia e quelle aventi sede all'estero con stabile organizzazione in Italia.
Perché regolamentare per legge questi sinistri? In Italia la quasi totalità delle microimprese (fino a 9 dipendenti) non sono assicurate sugli eventi catastrofici. La copertura è limitata anche per le imprese piccole (10-49 dipendenti) mentre aumenta per quelle medie (50-249 dipendenti).
Cosa si dovrà assicurare? La polizza dovrà coprire terreni, fabbricati, impianti, macchinari, attrezzature industriali e commerciali da danni derivanti da calamità naturali o eventi catastrofali avvenuti sul territorio italiano. Rimangono al momento fuori dal nuovo obbligo le imprese agricole e i beni immobili gravati da abuso edilizio o costruiti in assenza delle autorizzazioni previste.
Quali eventi sono previsti? Nella norma vengono specificate le diverse tipologie di eventi idonei a rendere il sinistro assicurabile, ovvero terremoto, inondazioni, alluvioni e allagamento.
Di quale entità economica si parla? L’esposizione potenziale massima delle Compagnie assicurative arriverà a 1.701 miliardi di euro, quasi 1.000 miliardi in più rispetto ai 790 attuali (fonte Cerved).
L’entità dei premi quale sarà? Le Compagnie saranno tenute ad applicare premi proporzionali al rischio assicurato e non potranno imporre uno scoperto o una franchigia superiore al 15% del danno.
Chi non si assicura? In caso di rifiuto o elusione dell’obbligo a contrarre (da considerarsi valido anche in caso di rinnovo) è prevista una sanzione dai 100mila ai 500mila euro da parte dell’IVASS.
Della mancata assicurazione verrà tenuto conto nella successiva assegnazione di contributi, sovvenzioni o agevolazioni di carattere finanziario da parte dello Stato.
Quali le criticità? Ci sono diversi punti ancora da mettere a fuoco. Ad esempio le Compagnie assicurative lamentano il rischio di non essere in grado di reperire capacità assicurativa sufficiente per quelli che si prospettano come rischi potenzialmente illimitati. Inoltre si sottolineano disparità tra le conseguenze (lievi) dell’inadempimento da parte delle Imprese e le sanzioni (severe) previste per le Compagnie in caso di elusione dell’obbligo a contrarre. Infine, lo stesso obbligo a contrarre viene messo in discussione dal punto di vista della limitazione della libertà decisionale delle imprese e quindi del corretto funzionamento della concorrenza di mercato.
In Steffano Assicuratori stiamo monitorando con attenzione e costantemente tutti gli sviluppi di questo argomento, lato legislativo e di polizze assicurative, per essere pronti come sempre ad offrire ai nostri clienti (in questo caso business) la massima consulenza ed assistenza.
Non esitare a contattarci in caso di richiesta di qualunque chiarimento e approfondimento, al fine di trovare la soluzione ottimale alle esigenze della tua impresa.
A presto!
Steffano Assicuratori augura Buone Vacanze!
Ci rivediamo a Settembre con nuove News.
Gli uffici sono chiusi dal 12 al 25 Agosto.
STRUTTURE RICETTIVE E AGENZIE OFFRONO UN SERVIZIO IN PIU’: LA VACANZA SERENA
Chi non desidera, quando prenota una vacanza, stare tranquillo sul buon esito del suo soggiorno? Specie in relazione ad un fattore imprevedibile, oggi sotto gli occhi di tutti, che è quello meteorologico.
Le strutture ricettive e le Online Travel Agency (OTA) da oggi hanno la possibilità di offrire ai propri clienti l’opportunità di assicurarsi contro gli eventi atmosferici avversi e ottenere un indennizzo per i danni non materiali e le eventuali spese sostenute. REVO Insurance ha infatti lanciato la nuova polizza per il settore Hospitality “Vacanza Serena” che è una copertura parametrica dedicata ai viaggiatori che, giunti a destinazione, si vedono rovinare le ferie dal meteo.
La polizza è completamente configurabile secondo le specifiche esigenze assicurative dei propri clienti. L’indennizzo scatta in automatico nel momento in cui Radarmeteo, soggetto indipendente che svolge il ruolo di oracolo, registra un evento piovoso che supera la soglia predefinita.
REVO amplia così la propria offerta in ambito Hospitality e risponde in maniera completa alle esigenze dei turisti, tutelando al contempo albergatori, tour operator così come ristoratori e proprietari di stabilimenti balneari. Il maltempo è una delle principali preoccupazioni per chi organizza viaggi tra giugno e novembre. Un timore che spesso diventa realtà, come dimostrato dai recenti bollettini meteorologici che hanno visto il Nord Italia in particolare, essere battuto da piogge torrenziali come non succedeva da 170 anni.
SINISTRI PAGATI PRIMA CHE AVVENGANO? FORSE SÌ, CON L’AI
In una recente intervista a “Il Corriere della Sera”, Andrea Poggi, “innovation leader” di Deloitte e tra i più ascoltati consulenti del settore assicurativo in Italia, ha preconizzato un nuovo, incredibile effetto dell’Intelligenza Artificiale (AI) nel settore assicurativo.
L’AI consentirà infatti di gestire un numero enorme di dati per stimare con più precisione i rischi assicurativi, ed anche di liquidare preventivamente un potenziale sinistro prima che questo si verifichi!
La scena potrebbe essere quella (da film) di un perito che arriva a casa di un assicurato con un assegno in mano per risarcire in anticipo un danno che (si prevede) subirà nei giorni successivi. Il fatto è che gli assicuratori, dovendo pagare in anticipo i sinistri a causa all’AI, utilizzerebbero lo stesso strumento, sempre in anticipo, per aumentare le tariffe. In una sorta di “ricorsa” risarcimenti-incrementi tariffari difficile da contrastare, soprattutto se “immaginaria”. In finanza, dove talvolta si verifica qualcosa di analogo, il fenomeno è noto col nome di “bolla speculativa”.
I MISTERY SHOPPER SONO ENTRATI IN AZIONE
Ne avevamo già parlato nel nostro Broking News nel 2020 e 2021 e (finalmente) siamo al via.
È partito il primo esercizio congiunto di mistery shopping nel settore assicurativo coordinato dall’Eiopa (l’Autorità europea di vigilanza sulle assicurazioni) in alcuni Stati membri UE, tra cui l’Italia, dove partecipa anche l’Ivass.
Infatti sono iniziate anche nel nostro paese le visite dei “mystery shopper” a banche, sportelli postali e agenzie assicurative: si tratta di personale appositamente formato che agisce come un cliente potenziale. Faranno visita a un campione selezionato di operatori per verificare “in incognito” le concrete modalità di offerta delle polizze assicurative. I risultati dell’esercizio congiunto di questa attività, sostiene una nota dell’Ivass, offriranno osservazioni comparabili a livello europeo e maggiori elementi informativi, utili a rafforzare la tutela degli assicurati, fornendo indicazioni sulla customer experience, sul trattamento riservato ai clienti nella fase di vendita dei prodotti, sull'applicazione dei requisiti regolamentari e sul monitoraggio delle misure di vigilanza.
I “mystery shopper” si comporteranno quindi come un qualsiasi cliente, chiedendo informazioni e consigli sulle polizze, oltre a spiegare le specifiche esigenze di protezione. La tecnica è un vecchio trucco marketing per verificare, specie nel mondo retail, l’azione sul campo degli addetti alla vendita alle prese con un cliente misterioso che raccoglie informazioni e realizza ricerche qualitative: in questo caso la novità sta nel campo di applicazione e nelle finalità.
Il progetto è finanziato dal Programma della Ue di supporto alle riforme strutturali.
20 ANNI DI STRAGI STRADALI (E L’ITALIA È SECONDA IN EUROPA)
Una ricerca del portale inglese etyres ha analizzato i dati sugli incidenti stradali provenienti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: dal 2000 al 2019, ultimo anno della ricerca che ha voluto fermarsi al pre-Covid, le strade sono state teatro di una strage. Peraltro rispetto ai quasi 8 milioni di morti contati nel 2000, nel 2019 i numeri sono più che dimezzati, arrivando a 3 milioni.
Nei 20 anni presi in esame, l’Italia è stato il secondo Paese europeo che ha dovuto contare più vittime sulla strada. Nel periodo esaminato, da noi sono morte mediamente 5.034 persone all’anno ovvero 419 al mese, 97 a settimana e 14 al giorno.
Peggio di noi ha fatto solo la Polonia, che ha un bilancio annuale medio di 5.112 incidenti mortali. Dietro l’Italia restano Germania e Francia, che pur avendo una popolazione più numerosa hanno registrato mediamente 4.807 e 4.746 vittime all’anno. Molto più distante è la Spagna, con 3.390 morti all’anno. All’estremo opposto c’è l’Islanda, che ha una media di 19 morti per incidenti stradali all’anno, pari a circa 2 al mese.
Ma quali sono i paesi più pericolosi? A fronte di esempi virtuosi come l’Australia o il Canada (che si fermano a 1.486 e 2.510 vittime all’anno di media) ci sono anche veri disastri. Gli Stati Uniti con 41.496 morti ogni anno fa decisamente meglio delle 199.134 vittime registrate dall’India e le 273.266 della Cina. E ancora più impressione fanno i numeri dell’Uganda, sulle cui strade è morta mediamente più di una persona all’ora (28 morti al giorno), con una media annuale di 10.127 vittime.
Osservando i dati più recenti, l’OMS ha stabilito che dal 2010 al 2021 le morti per incidenti stradali sono diminuite del 5%, ma i decessi tra i pedoni sono saliti del 3% arrivando a 274 mila (il 23% delle vittime globali ossia circa 1,19 milioni) e quelli tra i ciclisti del 20% (71 mila, pari al 6%). La nuova sfida è proteggere sempre di più gli altri utenti della strada.
DA AIPAI TUTTI I NUMERI SUI PERITI
A conclusione dell'anno di presidenza italiana di Fuedi, la federazione europea che unisce gran parte delle associazioni di loss adjuster in Europa, Aipai (Associazione Italiana Periti liquidatori Assicurativi Incendio e Rischi Diversi) ha organizzato un importante convegno che ha ospitato un confronto sulle procedure di liquidazione dei sinistri nei paesi europei. Inoltre ha reso noto i dati di un'interessante analisi dell'attività peritale nei paesi europei.
Questi i principali dati usciti della ricerca. I periti in Europa sono circa 37mila di cui circa 10mila (38%) sono iscritti a Fuedi. In media, ci sono 10 periti ogni 100mila abitanti: si va dalla Grecia (0,6 periti ogni 100mila abitanti), al Lussemburgo (44,4 periti), con l'Italia leggermente sotto la media (8,5).
L'88% dei periti in Europa è maschio, in Italia siamo al 94%. Un perito su due ha più di 50 anni, in Italia solo il 3% si colloca nella fascia 30-40 anni, il 39% ha più di 60 anni. Risulta quindi una professione che da noi fa fatica ad attirare nuovi talenti, e il dato interessante è anche che nei paesi dove ci sono più giovani ci sono anche più donne.
Il 36% degli studi peritali italiani è composto da un solo perito e solo il 4% dispone di più di 50 collaboratori, segno di un mercato molto frammentato. Il 90% dei periti in Italia è generalista, in linea con i paesi del sud Europa, mentre al nord il loss adjuster tende a essere più specializzato.
Per quanto riguarda le prassi di risarcimento, i programmi di riparazione diretta sono presenti in ogni paese, con il caso spagnolo che spicca con il 75% dei sinistri sotto i 3mila euro gestito in riparazione diretta, mentre in Italia, dove il limite è 5mila euro, la percentuale è ferma al 3%.
FRANCHIGIE ALTE E MASSIMALI RIDOTTI: ATTENZIONE A NUOVE CLAUSOLE
Sottoscrivere un’assicurazione di un’auto, di uno scooter o di qualunque altro veicolo sta diventando sempre più difficile e oneroso. A fronte dei costi che aumentano con tutta evidenza, le clausole spesso peggiorano: costi di franchigia diventano più elevati mentre il tetto massimale viene ridotto a discapito del contraente. Le Compagnie assicurative stanno dunque introducendo delle nuove clausole a cui fare attenzione.
Le nuove franchigie potrebbero ammontare a 2.000€ e 3.000€ ma con delle scoperture importanti ai danni soprattutto delle aziende che sono sempre più esposte al rischio. La causa principale: gli eventi atmosferici imprevedibili, fenomeno sempre più diffuso in tutto il territorio.
Ditte e famiglie in alcuni contesti potrebbero così trovarsi costretti a rinunciare alla polizza a causa delle condizioni svantaggiose proposte dalle Compagnie.
I fenomeni – al limite del catastrofico – con danni alle vetture estremamente significativi, stanno costringendo le assicurazioni a ridurre i massimali. Ma non è tutto: adesso i contraenti dovranno sottoscrivere delle clausole extra e specifiche per poter essere coperti da eventuali danneggiamenti a causa di eventi atmosferici calamitosi.
I frequenti ed intensi fenomeni meteo in tutta la nostra penisola provocano conseguenze ingenti a danno di migliaia di automobilisti, con ammaccature profonde in tutta la carrozzeria e parabrezza frantumati. Le Regioni più colpite sono il Veneto, seguita dalla Lombardia, dal Piemonte dall’Emilia Romagna. Insieme totalizzano il 70% dei danni e delle riparazioni più costose, come dichiarato dalle carrozzerie.
BLACK BOX: - 47% IL RISPARMIO MEDIO E – 20% DI DIFFUSIONE
Cala il numero degli automobilisti che, per risparmiare sulla Rca, montano la scatola nera. Nel 2018 era presente in oltre il 22% dei veicoli assicurati, mentre a fine 2023 la sua diffusione è scesa al 18%. Il motivo fondamentale sta nella riduzione del risparmio medio, che rispetto al 2018 è calato di quasi il 47% (lo dice l'Ivass).
Le compagnie infatti hanno rimodulato le agevolazioni che, ora, tengono conto dei chilometri percorsi e del tempo di utilizzo: di conseguenza più si usa il veicolo, più si riduce lo sconto.
Altro motivo è che la black box rende più complesso l'eventuale passaggio da una Compagnia all’altra (magari per seguire un'offerta più conveniente): cambiare il dispositivo (i cui dati non sono trasferibili da un'assicurazione all'altra) è laborioso.
Per questi motivi se per comodità non vogliamo ricercare ogni anno una polizza meno costosa e se il risparmio legato alla black box (proposta da tutte le compagnie) è consistente, allora (e solo allora) ha senso valutare il montaggio.
La diffusione del dispositivo è maggiore al Sud rispetto che al Nord, e soprattutto in Campania e Calabria (a Caserta lo monta il 61% dei veicoli, a Napoli ce l'ha quasi uno su due). Seguono la Sicilia e la Puglia. Nel Nord Est e in Valle d'Aosta la sua presenza è invece sotto il 10%. Questa diffusione è la fotografia che la scatola nera serve a"limare" il costo della Rca nelle regioni dove i premi sono più alti. A Napoli si spendono in media € 569 e a Crotone € 415, mentre ad Aosta si scende a € 316.
BREVI DALLE ASSICURAZIONI
Generali, solido rialzo della raccolta. Premi lordi in aumento del 21,4% (nel primo trimestre 2024) su base annua grazie al contributo di entrambi i business, vita e danni.
Unipol, a segno l'OPA su UnipolSai. Il gruppo assicurativo ha raggiunto il 94,916% del capitale sociale della controllata. La società ha quindi comunicato di aver depositato il progetto di fusione per incorporazione in Unipol di UnipolSai, nonché delle controllate intermedie Unipol Finance, UnipolPart I e Unipol Investment. Il completamento della fusione è previsto entro la fine del 2024.
Ottime performance finanziarie per Reale Group nel 2023. La società, nel dettaglio, ha totalizzato un utile consolidato di 156,9 milioni di curo, in rialzo del 27% su base annua, e una raccolta premi di 5,8 miliardi di curo (+7,4%) che beneficia del contributo offerto dal business danni (+6,9%) e vita (+8,2%), nonché da tutte le aree geografiche di attività del gruppo: Italia (+7,1%), Spagna (+7,1) e Cile (+17%).
Si apre bene il 2024 del gruppo Allianz, in crescita l'utile netto. Performance in miglioramento del 21,8% per il gruppo assicurativo guidato da Oliver Baete.
Axa, raccolta premi in rialzo. Nel primo trimestre i ricavi hanno raggiunto i 34 miliardi di euro, in aumento del 6% su base annua. Contribuiscono al risultato tutte le principali linee di business del gruppo assicurativo: +7% per il ramo danni, +6% invece per il comparto vita e salute e +3% per quanto riguarda infine l'industria dell'asset management.
Inizia bene il 2024 del gruppo Zurich. La società ha comunicato di aver chiuso il primo trimestre dell'anno con un aumento dei premi lordi contabilizzati nel comparto danni (+9%) e dei ricavi assicurativi (+12%). Nel business vita i settori protection e unit linked hanno registrato una forte crescita dei ricavi nelle coperture assicurative a breve termine (+11%) e nei contratti di investimento (+12%).
Swiss Re ha chiuso il primo trimestre del 2024 con un utile netto di circa 1,1 miliardi di dollari. Bene soprattutto il ramo danni, che ha chiuso il trimestre con un utile netto di 552 milioni di dollari trascinato al rialzo anche dal minor impatto delle catastrofi naturali. A sostegno della performance pure una stagione di rinnovi che ha visto premi in aumento del 12%.
Copyright © 2026 · Tutti i diritti riservati

