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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Giugno 2023 n.06

GIUGNO 2023 · n. 06

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

PRIMA DI TUTTO: PRUDENZA!

Siamo alla vigilia dei grandi spostamenti in auto per le vacanze e considerando quello che sta accadendo sulle strade (compresa la vicenda di Casalpalocco, che presenta dinamiche tutte particolari, ma è ugualmente sfociata in una tragedia gravissima) sicuramente è utile tornare al tema della sicurezza stradale in vista dell’estate.
In queste ore sta anche prendendo forma il nuovo Codice della Strada, improntato a una severità molto forte contro chi mette in pericolo la sicurezza altri (e propria) con una guida dissennata.
Nelle proposte in definizione, la sospensione e la revoca della patente diventano provvedimenti più frequenti e pesanti. In caso di super multa per eccesso di velocità – o altre infrazioni che comportano la decurtazione dei punti – la patente viene sospesa fino a 15 giorni a seconda del numero di punti posseduti al momento dell'accertamento. I giorni di sospensione raddoppiano in caso si sia causato un incidente. La guida con il cellulare o dopo l’assunzione di droghe viene fortemente colpita. Nei casi più gravi viene introdotta anche la possibilità di revoca a vita del documento di guida.
Per i neopatentati, nella nuova proposta, passa da 1 a 3 anni il lasso di tempo in cui dopo il conseguimento della patente non potranno guidare le auto più potenti.
Stretta anche sui monopattini elettrici: divieto di circolazione privi di contrassegno o di copertura assicurativa, obbligo di uso del casco e divieto generalizzato di sosta sui marciapiedi.
Per i recidivi dell’ubriachezza alla guida si va anche verso l'obbligo dell'alcolock, l’etilometro che blocca l'accensione del veicolo in caso di positività all'alcol test.
Ovviamente ad un Codice più severo dovrebbe corrispondere un’adeguata educazione stradale, una maggiore prevenzione, l’intensificazione dei controlli. E poi, voglio aggiungere: perché non stimolare una guida più ecologica, più virtuosa in tema di consumi e ambiente? Anche perché i due aspetti spesso si sovrappongono: moderare la velocità; evitare brusche accelerazioni e frenate; guidare con le marce più alte e a minor regime di giri motore; mantenere le distanze di sicurezza; fare manutenzioni corrette all’auto.
Per chi, come me, ha a cuore la protezione anche a livello professionale, non posso che invitare come sempre alla massima responsabilità, prudenza e rispetto delle norme dal primo all’ultimo secondo in cui si è alla guida di un veicolo. Per non trasformare magari un viaggio di piacere o una vacanza in una esperienza da dimenticare.
A presto e buon viaggio!

ULTIME NEWS SUL CASO EUROVITA

Ormai da febbraio e almeno fino alla fine di giugno, oltre 350mila risparmiatori si trovano nella situazione di non poter disporre del proprio denaro, accantonato in 413mila polizze per un importo complessivo di 15,3 miliardi di euro, a causa della sospensione temporanea dei riscatti disposta da Ivass, con una decisione peraltro senza precedenti. La crisi della compagnia Eurovita ha generato un terremoto nel settore assicurativo, alimentando un clima di incertezza e sfiducia, e per questo a Parma, il 27 giugno, Confconsumatori e Sna hanno invitato a un confronto agenti, avvocati e commercialisti.
Il Commissario ha anticipato che è possibile prevedere un'ulteriore proroga (di tre mesi) oltre il 30 giugno, mentre sembra vicino l'accordo con compagnie e banche interessate al salvataggio.
La complessa operazione con le banche è in fase di messa a punto con la regia di lvass che assieme al Tesoro sta seguendo le evoluzioni, dopo che di recente è sfumata la soluzione del Fondo Interbancario Depositi.
Si lavora su un finanziamento di sistema complessivo di 5,9 miliardi di cui 4,5 riservato alle banche collocatrici delle polizze e 1,060 miliardi a un pool di grandi istituti. I 5,9 miliardi sono polizze di ramo Primo di Eurovita i cui rami d'azienda passeranno a Generali Italia, Intesa vita, Poste vita, Allianz e Unipol Sai.

NECESSARIO IL RESTYLING ALL’IMPOSTA SULLE ASSICURAZIONI

La delega fiscale nell'ambito della riformulazione del sistema tributario nazionale, per ciò che concerne l'imposizione indiretta, sembra non di prevedere il restyling dell'imposta sulle assicurazioni che a molti appare doveroso
Parliamo del tributo indiretto che riguarda le compagnie assicurative e che va ad innestare sul premio un'imposizione indiretta che prevede aliquote differenti a seconda delle caratteristiche dell'assicurazione in questione. Si tratta di una norma del 1961 (legge 1216) il cui impianto, sebbene alcune modifiche nel tempo siano state apportate, deve essere rivisto.
Anzitutto (art. 5) non tiene conto della sempre più diffusa la casistica di branch assicurative da parte di compagnie estere, aspetto che rende opportuno chiarire e ribadire sul piano normativo anche gli adempimenti di questi soggetti, per i quali si registra sempre un'enorme confusione.
Altro aspetto che sicuramente andrebbe rivisto è quello delle sanzioni (articolo 24) tarate su vecchie misure e che in molti casi ancora prevedono delle sanzioni eccessivamente penalizzanti oscillando dal 200 al 400%.
E ancora i termini di accertamento (art. 29) tarati su dieci anni in caso di mancata o infedele denuncia, che necessitano anch'essi di essere riformati ed allineati alle altre imposte.
In sintesi, il restyling sugli adempimenti e sulle sanzioni fuori rotta si rende assolutamente necessario.

POLIZZE AUTO: RC E COPERTURE SU MISURA

La Responsabilità Civile (RC) può sembrare un pesante fardello per molti, ancor più oggi, visti i dati diffusi dall'Ivass, secondo cui i prezzi delle polizze sono saliti del 4% nei primi 3 mesi del 2023.
L'RC auto è una voce obbligatoria per chi possiede un'auto, circostanza che rende i rincari degli ultimi mesi un nuovo colpo a danno dei consumatori, e inciderà sulle spese di milioni di italiani (generando profitti per le imprese assicuratrici, secondo il Presidente del Codacons Carlo Rienzi).
Se è vero che è irrinunciabile sottoscrivere la RC, è altrettanto reale la possibilità di risparmiare su una spesa che a volte diviene ingente. Ma anche qui, rovescio della medaglia, la caccia alla polizza con il costo più basso possibile può tuttavia far correre rischi che è opportuno focalizzare con attenzione.
Nel giugno 2022 il minimo massimale di risarcimento per danni alle persone è salito a 6milioni 450mila euro e per danni alle cose a 1milione 300mila euro.

Se possono apparire elevati per la media dei sinistri, in caso molto gravi possono diventare insufficienti. È meglio non lesinare e anzi investire qualche euro in più per aumentarli, con la possibilità anche di unificarli.
Le polizze sottoscritte presso un'agenzia offrono il vantaggio di appoggiarsi a un consulente che può “customizzare” molte altre coperture: quella per l'assistenza stradale; il furto dell'auto (che rimane una piaga), che comprende anche l'incendio; gli atti vandalici (oggi si è diffusa la tendenza di sottrarre alle auto solo dei particolari come impianti multimediali, fanali o ruote); l’ampliamento contro le calamità naturali o l'estensione di copertura per danni ai vetri e ai cristalli.
Inoltre molte compagnie prevedono anche coperture per il rimborso dei pezzi di ricambio e la possibilità di usufruire di una garanzia sui guasti meccanici che integra o prolunga quella offerta dal concessionario.

PREVENTIVASS: 22 MILIONI DI PREVENTIVI IN TRE MESI

Restando sull'RC auto, Ivass ha reso noti i primi risultati dell'uso del preventivatore pubblico: dall'inizio di marzo, data dell'andata a regime di Preventivass, e con l'entrata in vigore degli obblighi di consultazione da parte degli intermediari, si è verificato l'atteso incremento del numero di preventivi richiesti, arrivando a circa 22 milioni di preventivi contro poco più di tre milioni dei quattro mesi precedenti.
Guardando però ai prezzi esposti su Preventivass, e confrontandoli con quelli effettivamente applicati ai contratti, Ivass fa notare che in non pochi casi il premio effettivamente pagato è inferiore al preventivo proposto sul preventivatore.
La differenza è connessa evidentemente con gli sconti praticati dall'impresa o dagli intermediari. "Solo otto imprese, che peraltro rappresentano una quota di mercato del 40%, offrono su Preventivass prezzi al netto degli sconti", ha rivelato il presidente Ivass Luigi Federico Signorini, domandandosi come mai molte imprese non offrano il prezzo più basso sul preventivatore, "considerando anche le finalità di trasparenza perseguite dalla legge".
Ivass continuerà a studiare il fenomeno, anche in dialogo con l'industria, per approfondirne cause e caratteristiche e valutare se occorrano iniziative per valorizzare al meglio uno strumento di grande utilità per i consumatori.

SOLUZIONE ASSICURATIVA A TUTELA DELLA LONGEVITÀ

Generali lancia «Scegli per una Lungavita», la soluzione assicurativa a tutela della longevità. Si tratta di una polizza vita Long Term Care che assicura per sempre una rendita vitalizia se l’autosufficienza dovesse venire meno, garantendo il miglior aiuto quotidiano possibile.
È la proposta con cui Generali risponde a priorità sempre più urgenti dettate da un contesto che vede la necessità di affiancare il welfare pubblico.
L’assicurato si garantisce una rendita vitalizia se l’autosufficienza dovesse venire meno; può scegliere la tipologia di premio da versare, in unica soluzione o annuo, anche con versamenti mensili, e la rendita da assicurare in base alle sue esigenze; resta protetto tutta la vita anche oltre il termine del pagamento premi.
Inoltre l’assicurato accede a una selezionata rete di strutture sanitarie a tariffe agevolate; ottiene supporto alla prenotazione per visite specialistiche ed esami diagnostici; ha accesso al servizio h24, 7 giorni su 7, tramite Area Clienti, dall'app MyGenerali o dal sito.
Infine, con Proteggo LTC, in caso di premorienza quando si è ancora autosufficienti, viene tutelata la persona indicata con una somma; e con Stop LTC, si ha la possibilità, in caso di necessità, di risolvere il contratto e ritirare parte degli importi versati.
Non va meglio sul fronte dell'Iva. Questa imposta ha generato un tax gap del 19,3% nel 2020, circa 7 punti percentuali in meno rispetto al 2015. Una buona performance, ma che non è ancora sufficiente ad adeguare l'Italia agli standard comunitari. A livello europeo, l'Italia è il primo Paese in termini assoluti per perdita di gettito, con 30 miliardi di euro di Iva evasa secondo i calcoli della Commissione europea, 7 miliardi in più della Germania, che risulta essere il secondo Paese peggiore su scala europea.

DA AXA ITALIA UN FLASHMOB PER L'INCLUSIONE SOCIALE

Il 7 giugno, in contemporanea a Milano e Roma, ha preso vita un flashmob organizzato dal Gruppo assicurativo AXA Italia a sostegno dell'inclusione sociale, grazie anche al partner dell'evento, l'Associazione Sport senza Frontiere che da sempre promuove lo sport come strumento di educazione, prevenzione, inclusione e coesione sociale.
L'iniziativa si inserisce nel programma dell’ “AXA Week for Good”: al centro dell'edizione italiana di quest'anno, un ricco programma educativo a disposizione di tutti i circa 1.700 collaboratori del Gruppo.

L’EVASIONE CI COSTA UNO STIPENDIO MEDIO A TESTA

L'evasione in Italia ogni anno costa quasi 1.700 euro per persona, circa uno stipendio medio a testa. Si tratta dei 99,2 miliardi di euro delle statistiche ufficiali relative al 2020, e quindi sono numeri che rischiano anche di aumentare, visto che alla pandemia, protagonista di quell’anno, si è aggiunta la guerra in Ucraina e poi ancora l'inflazione.
C'è una doppia Italia che contrasta l'evasione. Da un lato, quella che paga in modo regolare.
Dall'altra, quella dei controllori erariali, che solo lo scorso anno hanno recuperato oltre 20 miliardi di euro.

Il problema, fanno notare imprenditori e associazioni di consumatori, è la sperequazione: il carico fiscale italiano è troppo elevato e una riforma fiscale sostenibile nel lungo periodo è attesa da decenni.
Oggi la più evasa d'Italia è l'Irpef, l'imposta sul reddito delle persone fisiche. Il gettito mancante, secondo il Tesoro, è stato di circa 32 miliardi di euro. Segmentando per attività e agente economico, emerge che allo Stato manca il 68,3% dell'Irpef dovuta dagli autonomi e dalle imprese.

LIBERTY SEGUROS È DI GENERALI

Generali ha sbaragliato la concorrenza di Allianz e Axa per comprare la compagnia europea Liberty Seguros, basata in Spagna e controllata dagli americani di Liberty Mutual.
Ha messo sul tavolo 2,3 miliardi per acquisire un portafoglio premi di oltre 1,2 miliardi di euro: ciò permetterà a Generali di rafforzare il proprio posizionamento nel business Danni in Spagna (quarta nel paese) e in Portogallo (seconda) ed entrare in Irlanda e in Irlanda del Nord.
Nel 2021 Liberty Seguros ha generato 50 milioni di utile netto. È stata un'acquisizione tutta per cassa e non c'è stato bisogno di rilanci.
L'operazione è importante per il Leone anche perché Liberty Seguros è dotata di una piattaforma distributiva multicanale che può creare sinergie con lo sviluppo tech di Assicurazioni Generali.
Dall'operazione Generali prevede di generare economie di scala anche attraverso la riduzione dei costi, il cross-selling dei prodotti Generali e anche grazie al comprovato track record del Gruppo nelle integrazioni.
Grazie a questa operazione Generali si trova, oggi come non mai, nella migliore posizione per essere il “Partner di Vita” dei suoi clienti in Europa: questo il commento dell'Ad Generali, Philippe Donnet, riprendendo il claim della campagna pubblicitaria dell’azienda.

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