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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Gennaio 2023 n.01

GENNAIO 2023 · n. 01

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

FACCIAMO OGNUNO UNA PICCOLA PARTE

Un nuovo anno è partito.

A me capita, come penso ad ognuno di noi, di darmi degli obbiettivi. Quest’anno, da padre di tre figli adolescenti, ho pensato di essere sempre più sensibile alle logiche di sostenibilità e minor impatto ambientale anche nei piccoli comportamenti, personali, familiari e lavorativi. Se ognuno fa una piccola parte i risultati diventano grandi. Il pianeta è quello (meraviglioso) che abitiamo, non c’è un pianeta B, io devo preservarlo perché (vecchio aforisma) la Terra non è un'eredità ricevuta dai nostri Padri, ma un prestito da restituire ai nostri figli.

Mio figlio Giovanni mi ha fatto vedere il video di uno youtuber davvero interessante come divulgatore. E questo video è illuminante come argomentazione su un tema specifico: il valore dell’acqua e la necessità di non sprecarla. Lo racconto qui.

La Terra (pianeta Blu, non a caso) ha un diametro di 12.742 Km (se pensiamo ai Km che facciamo ogni anno con l’auto solo per le attività quotidiane e qualche vacanza sicuramente ne percorriamo di più…). Tutta l’acqua presente sulla Terra (compresa quella nell’atmosfera, nei ghiacci, al suo interno) si può racchiudere in una sfera del diametro di 1.380 Km, nove volte più piccola del totale. Tutta l’acqua dolce, in particolare, si può racchiudere in una sfera del diametro di 270 Km. E in particolare tutta l’acqua di laghi e fiumi, quella più facilmente reperibile dagli esseri viventi, si può racchiudere in una sfera del diametro di 56 Km.

Penso che questo modo di presentare un bene prezioso come l’acqua, con questa visualizzazione e questa serie di raffronti, renda perfettamente l’idea del significato dell’aggettivo “prezioso” e di quanto sia indispensabile avere atteggiamenti virtuosi rivolti alla riduzione degli sprechi.

Penso anche che questo tema dell’acqua sia solo un tassello di quanti aspetti siano a rischio a livello ambiente, come aria ed inquinamento, spreco di risorse non rinnovabili, inquinamento per comportamenti incivili, distruzione dell’ambiente per diseducazione ed egoismo.

Penso infine a quanto avevo letto a metà novembre 2022, quando la popolazione umana ha raggiunto la cifra di 8 miliardi di persone, quasi esattamente 11 anni dopo aver raggiunta la soglia dei 7 miliardi, il 31 ottobre 2011.

Non riesco a non cogliere un parallelismo, un’ideale assonanza, tra il mio lavoro di Broker assicurativo, rivolto come dico sempre all’istinto innato alla protezione, e questi temi oggi di attualità più che mai perché molte situazioni hanno raggiunto livelli di vero allarme per non dire, in alcuni casi, punti di non ritorno.

Spero di aver sensibilizzato qualcuno sul tema, e in particolare questo dell’acqua. Se mi imbatterò in altri video divulgativi e interessanti sul tema non mancherò di segnalarli!

A presto.

 

BUFERA SUL PREVENTIVATORE IVASS

A marzo 2023, a norma del Regolamento IVASS 51/2022, diventerà obbligatorio per gli intermediari, prima della sottoscrizione di un contratto di assicurazione obbligatoria RCA, informare il consumatore sui premi offerti da tutte le imprese di assicurazione di cui sono mandatari relativamente al “Contratto base”, che riguarda le coperture minime.
Parliamo di un mercato di circa 36 milioni di assicurati potenziali destinatari del sistema (32 milioni autovetture e 4 milioni ciclomotori e motocicli).
L’obbligo dovrà essere assolto tramite accesso al preventivatore pubblico, sviluppato da IVASS.
Peccato che pochi giorni fa il Centro Studi Assicurativi di SNA (sindacato nazionale agenti assicurazione) ha reso noto un’analisi che ha condotto a risultati sorprendenti: nel 99% dei casi esaminati (coinvolgendo 500 intermediari, delle principali compagnie e su tutto il territorio nazionale) il riscontro del premio rilevato tramite Preventivass risulta non corrispondere alla proposta di rinnovo della Compagnia.
Pochi giorni dopo intanto il Tar del Lazio ha accolto la tesi IVASS rispetto ai ricorsi di SNA, escludendo qualsiasi profilo di illegittimità costituzionale per disparità di trattamento tra agenti e broker. L'IVASS ha espresso soddisfazione ma la situazione resta “agitata” in vista della scadenza di marzo. Staremo a vedere.

CONVENZIONE TRA GENERALI E SACE PER BOLLETTE A RATE

Generali (insieme a Cattolica Assicurazioni, società del Gruppo) ha aderito alla garanzia messa a disposizione da SACE, contro garantita dallo Stato italiano, per aiutare le imprese a pagare le bollette.
SACE è una società per azioni controllata da parte del Ministero dell'economia e delle finanze, specializzata nel settore assicurativo-finanziario. L'azienda è attiva nell'export credit, nell'assicurazione dei crediti, nella protezione degli investimenti, nelle garanzie finanziarie, nelle cauzioni e nel factoring
La compagnia rilascerà coperture assicurative, sotto forma di cauzioni, in favore delle imprese consumatrici di energia elettrica e gas naturale che ne avranno i requisiti. Le imprese potranno così pagare le bollette a rate con una durata complessiva del pagamento fino a 36 mesi. SACE mette una garanzia del 90%.

UN’INDAGINE RILEVA AUMENTI NEI COSTI DI GESTIONE DEI C/C…

Sinceramente ognuno di noi se n’era già accorto, adesso un Osservatorio lo conferma!
Nel lungo elenco degli aumenti che pesano sui bilanci delle famiglie, ci sono anche i costi per la tenuta del conto corrente. Nel corso del 2022 la spesa è aumentata dell'8% con un esborso medio di 132 euro a correntista. A salire di più sono stati i costi per il canone annuo ma sono aumentati anche i servizi allo sportello, come i prelievi e i bonifici, già in salita da diversi anni e cresciuti ancora di più nei mesi scorsi.
Per i conti online peraltro si registra addirittura un balzo del 26%. Quello del rincaro dei depositi Internet, rifugio per chi cercava di risparmiare, è un andamento in corso già da diverso tempo e oggi la formula a “costo zero” è quasi completamente scomparsa dal mercato. In ogni caso, scegliere un conto online permette ancora di risparmiare e offre un taglio consistente a fine anno che, secondo l'indagine, arriva fino a 90 euro.
E su fronte delle banche che si dice? Da Intesa Sanpaolo fanno sapere di non aver applicato aumenti nel corso del 2022 e, anzi, di aver lanciato diverse promozioni per i clienti che scelgono il conto online. Posizione analoga anche da Unicredit che sta lavorando alla rimodulazione degli aumenti legati ai tassi negativi.

… MA LE PROPOSTE VANTAGGIOSE NON MANCANO

Sempre in tema costi di gestione del c/c tuttavia le offerte a ben vedere non mancano.
Numerose sono le proposte a canone zero, tra cui quelle per i nuovi clienti di Webank, Widiba e Tinaba (con Banca Profilo).
Conto Fineco di Fineco offre canone zero e consente gratis i bonifici online e il prelievo bancomat presso altri istituti. È a canone zero fino alla fine dicembre 2024 anche Conto You di Banco Bpm, se aperto online entro il prossimo 31 gennaio.
ControCorrente di Ibl Banca ha invece un canone gratis per i primi sei mesi e, a chi lo attiva entro il 31 marzo 2023, riconosce interessi lordi del 2% fino al 31/12/2023 e imposta di bollo a carico della banca per tutto il 2023.
Il conto corrente Bbva prevede gratis canone, bonifici e prelievi in altri istituti e consente di ricavare fino a 180 euro tramite cashback e a chi porta amici.
Per utenti fino a 30/35 anni ci sono altre opzioni.
Banca Mediolanum offre SelfyConto a canone zero per i clienti fino a 30 anni (è comunque gratuito per il primo anno per tutti gli altri nuovi clienti). Prevede bonifici e prelievi presso bancomat di altri istituti gratuiti.
Chi ha meno di 35 anni può aprire XME Conto entro il 31 marzo 2023, in filiale Intesa Sanpaolo o online, beneficiando del canone annuo zero, risparmiando anche su bonifici, prelievi, assegni, addebiti diretti.
Sempre per gli under 35 Conto Credit Agricole online è a canone zero, includendo anche chi fa investimenti (per esempio acquistando azioni, obbligazioni e fondi comuni).

FOTOVOLTAICO ANCHE PER DIVERSIFICARE IL PORTAFOGLIO

La compagnia triestina Generali ha tracciato un piano che segna il rafforzamento nelle energie rinnovabili, parte della nuova traiettoria di investimento disegnata dal Gruppo, anche per diversificare il portafoglio ed equilibrare rischi e rendimenti. Generali accelera quindi sulla sostenibilità, secondo le linee guida del nuovo piano del CEO Philippe Donnet.
II Leone ha infatti acquisito dal fondo Foresight un portafoglio di 13 impianti fotovoltaici già operativi in Spagna e Portogallo, con una capacità totale di circa 58 megawatt, e la prospettiva di estendere la capacità installata ad altri sei impianti per arrivare a circa 78 megawatt.

Un anno fa, alla prima edizione dell'Eu Sustainable Investment Summit, Donnet aveva già annunciato l'impegno di Generali nel realizzare nuovi investimenti in obbligazioni verdi e sostenibili per tre miliardi di entro il 2022. “Sono orgoglioso di confermare che abbiamo già superato quest'obiettivo raggiungendo un totale di oltre 5 miliardi al 30 giugno”, del 2022, aveva detto il CEO. Ora questo nuovo passo e la ricerca di nuove frontiere d'investimento, tra Europa e Usa.

LE DEBOLEZZE DEL SISTEMA PENSIONISTICO ITALIANO (MA IL WELFARE REGGE)

La sostenibilità del sistema previdenziale italiano, con particolare riferimento alle pensioni, vive su tre parametri: debito pubblico, lavoratori attivi, l’età di uscita dal mondo del lavoro.
Partendo dal debito pubblico (prima debolezza) l’escalation è chiara e queste cifre non mentono.
Il debito pubblico nel 2008 ammontava 1.632 miliardi (102% del PIL). In 11 anni, ovvero a fine 2019, era pari a 2 mila 409,9 miliardi (134,7% del PIL): ben 777 miliardi di nuovo debito, con un incremento del 47%.
Pandemia, reddito di cittadinanza, superbonus, Quota 100, salvaguardie pensionistiche del triennio Conte (2018/20) hanno portato il debito a fine 2020 a 2 mila 573,5 miliardi (+ 163,6 miliardi e 157% del PIL).
A fine 2021, pur a fronte di una crescita del PIL e dell'occupazione, il debito raggiungeva i 2 mila 678,4 miliardi di euro (+ 104,9 miliardi in 12 mesi e 150,8% del PIL).
A fine 2022 saremo a 2 mila 775 miliardi (+ 96).
La seconda debolezza è rappresentata dal rapporto attivi-pensionati, fondamentale per la sostenibilità di un sistema a ripartizione come quello italiano. Nonostante la ripresa del 2021, oggi abbiamo 1,41 lavoratori attivi che versano i contributi ad ogni pensionato, con il Nord che arriva a 1,6 e il Centro e Sud sotto 1,2. Rapporto che rimarrà così, in assenza di vere politiche industriali, anche nel 2022/23.
La terza debolezza di sistema è rinvenibile nella rincorsa messa in campo per ridurre l’età di pensionamento.
Tuttavia la spesa per la protezione sociale (pensioni, sanità e assistenza) nel 2021 è stata di 517,75 miliardi (rispetto ai 510,258 del 2020 e ai 488,336 del 2019) ed è risultata pari al 52,51% della spesa totale italiana. Un dato che smentisce quanto spesso si afferma, e cioè che in Italia si spende poco per il Welfare rispetto ai Paesi Ue.

LA FORZA DELLA FAMIGLIA SOSTIENE L’IMPRESA

Una ricerca dell'Osservatorio Aub (Aidaf, Unicredit, Bocconi) che verrà presentato in questi giorni lancia un messaggio d'ottimismo, rilevando che le aziende familiari italiane hanno superato la crisi Covid meglio delle altre, dimostrandosi più solide sul piano della redditività e più attrezzate, e che in generale negli ultimi dieci anni si sono rafforzate.
Le aziende familiari sopra i 20 milioni di ricavi sono il 65% (11 mila 635) di tutte le imprese italiane omologhe, nota la ricerca, e questa vitalità va a favore di tutto il sistema impresa nazionale.
L'Osservatorio Aub conferma che, nel biennio 2021-22, la ripresa dell'Italia è stata molto più rapida rispetto a crisi del passato e che le aziende familiari italiane sono state la forza trainante del Made in Italy.

Resta solo la criticità della “diversity” ovvero l’accoglimento di giovani, donne ed esterni alle famiglie nei consigli d'amministrazione.
Soltanto in una su quattro delle aziende familiari considerate c'è almeno un consigliere con meno di 40 anni. La soglia del 33% di donne nel board, prevista per le quotate dalla legge Golfo Mosca, è superata nel campione totale in poco più di un'azienda su tre, il 37,6%.
Cresce di più, in compenso, la quota di chi ha in consiglio almeno un componente esterno alla famiglia (60,1% contro 54,3%). E infine nella stragrande maggioranza dei casi (il 91,9%) i consiglieri di oltre 75 anni sono meno di due.

CROAZIA IN ZONA EURO E INTERSCAMBI CON L’ITALIA

Da gennaio la Croazia fa parte del circolo della moneta unica europea. Ma, come accadde in Italia, l'adozione dell'euro ha fatto scattare il raddoppio dei prezzi. Per il governo del Paese la transizione è andata bene nonostante il 30% d'irregolarità: di fatto le prime rilevazioni indicano un incremento medio dei prezzi al consumo tra il 5 e il 20% (il settore più colpito è quello della spesa alimentare).
Molti prodotti hanno subito rincari già a dicembre, prima dell'introduzione fisica dell'euro considerando però che il costo della vita è salito anche a causa di un'inflazione che nel novembre 2022 ha raggiunto il 13%.
Il passaggio all'euro ha coinciso con una notizia storica per l'interscambio commerciale tra Italia e Croazia. Nel 2022 ha superato sotto tutti i punti di vista quello tra Germania e Croazia, un derby - quello italo-tedesco - che si gioca fin dai tempi dell'indipendenza. Con oltre 7 miliardi di euro d'interscambio (+47%) l'Italia è diventata primo partner Ue. I settori produttivi italiani più presenti in Croazia sono industria tessile, legno, metalmeccanica, banche e da qualche tempo notiamo una crescita importante nell'ICT (acronimo di Information and Communications Technology) e rinnovabili. Si tratta per la maggior parte di PMI, prevalentemente del Nord Italia, quelle più fortemente interessate a investire o commerciare con la Croazia.

PIU’ FIDUCIA DALL’OSSERVATORIO DI DAVOS

L’appuntamento annuale del World Economic Forum, organizzato nella cittadina sciistica di Davos, in Svizzera, quest’anno si è chiuso con un certo ottimismo, almeno considerando il peso della volatilità, dell’inflazione ad alti livelli e dei conflitti geopolitici dell’ultimo periodo.
I prossimi 12 mesi segneranno un rallentamento rispetto al 2022 ma non necessariamente una caduta grave e prolungata dell'attività economica: questa potrebbe essere la sintesi.
L'anno scorso l'Europa in particolare è stata in cima alla classifica internazionale della crescita fra le economie mature, segnando una disoccupazione ai minimi e un tasso di occupazione ai massimi.
Il 2023 sarà comunque un anno duro, l'inflazione nel medio termine dovrebbe scendere al 2% e se guardiamo oltre dobbiamo portare a termine la transizione energetica.
Insomma, la recessione nel 2023 diventa meno probabile e possiamo parlare ora di una contrazione superficiale. Come dire: non siamo ancora al sicuro, ma si intravvede una luce.

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