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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Febbraio 2022 n.02

FEBBRAIO 2022 · n. 02

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

LE CARATTERISTICHE DI UN VERO LEADER

Come molti sapranno sono un grande appassionato di sport e soprattutto di calcio, fin da giovanissimo. Non voglio dilungarmi qui sulla mia fede nerazzurra (!) ma solo sottolineare come la disciplina sportiva giovanile serva ad instillare in tutti noi dei valori che ci portiamo dietro per sempre. Anche per questo sono un collaboratore sportivo della squadra di calcio di mio figlio, formata da ragazzi di 13/14 anni a cui si cerca di insegnare l’importanza del gruppo.
Per me tra questi valori infatti c’è la ricerca e l’identificazione della leadership, ovvero la capacità di essere un autorevole punto di ispirazione e di fiducia per gli altri, tipica dei campioni che, soprattutto negli sport di squadra, riescono ad essere dei veri trascinatori del team, non solo per le doti atletiche ma anche per l’equilibrio, l’esempio e la correttezza.
Ho cercato di applicare negli anni del mio lavoro questi concetti sui due fronti, verso i clienti e verso il mio gruppo di lavoro.
Ho sempre pensato che non basta la sola empatia per acquisire un cliente. Sono necessarie anche onestà, fiducia, trasparenza e preparazione ma soprattutto conoscenza dell’interlocutore e delle sue esigenze. Perché le persone prima di pensare e valutare la nostra proposta valutano noi stessi come individui.
Così come ho sempre pensato che per gestire le persone occorre mettere gli altri come priorità rispetto ai propri interessi personali. Un leader deve essere in grado di far crescere, moltiplicare le attitudini dei propri collaboratori: e non è un buon leader chi, pur essendo competente, ha un atteggiamento di “compressione” delle capacità e predisposizioni dei collaboratori.
Gli anglosassoni con il loro linguaggio sono sempre molto efficaci: meglio un leader “Multiplier” che, al contrario, un leader “Diminisher”.
Voglio chiudere con il concetto di un americano, Bill Bradley, prima atleta e giocatore di basket della Hall of Fame e poi politico, con tre mandati come senatore democratico dal New Jersey e candidato senza successo per la nomina presidenziale democratica del 2000. Quindi non proprio un improvvisato…!
Bradley dice “La leadership consiste nel liberare il potenziale delle persone affinché diventino migliori”.
Bravo Bill, sono davvero d’accordo! Gimme five!

IL PERITO DEVE POTER OPERARE, ALTRIMENTI IL RISARCIMENTO NON E’ DOVUTO

Nella RC Auto la Cassazione si è pronunciata recentemente prendendo in esame il rapporto tra danneggiato ed assicuratore. In sintesi la sentenza depositata il 20 gennaio scorso enuncia il principio (quasi di buon senso prima che giuridico) che un danneggiato non può fare causa all'Assicurazione che gli ha rifiutato il risarcimento per un incidente stradale, se ha impedito l'ispezione del suo veicolo al perito della Compagnia.
Si parla quindi di un rapporto in cui va rispettato il principio di buona fede e correttezza, che si esprime nella disponibilità e collaborazione del danneggiato agli adempimenti posti a carico dell'Assicuratore dal Codice delle assicurazioni per addivenire a una conciliazione precontenzioso.
Impedire l’ispezione del perito compromette per l’Assicurazione la possibilità di ricostruire la dinamica del sinistro, valutare le responsabilità, stimare i danni e formulare l'offerta.
Nei sinistri stradali che creino soli danni a cose (per numero e frequenza, la maggioranza) si impone dunque una partecipazione attiva del danneggiato alla procedura di risarcimento.

6 MESI, 45 OBBIETTIVI: L’AGENDA PNRR ENTRO GIUGNO

Premessa: centrare i 45 obiettivi previsti per fine giugno è il vincolo che condiziona l’erogazione della seconda rata dei fondi europei da 24,1 miliardi. Non parliamo dunque di semplici intenzioni da gestire con un po’ di buona volontà (e se non si raggiungono tutti gli obbiettivi ci si riprova con più convinzione…), ma di condizioni di efficienza di un sistema impostato per step concreti.
Tre obiettivi sono stati già centrati, ha affermato il Presidente del Consiglio Mario Draghi.
Il primo è in capo al MIMS (la riforma per interventi su infrastrutture idriche), gli altri due in capo al MISE (sullo sviluppo di pannelli fotovoltaici e batterie e sui contratti di sviluppo per la competitività e la resilienza delle filiere produttive).
Degli altri 42 obbiettivi, 17 sono vicini al raggiungimento, 21 in linea col cronoprogramma e 4 ancora molto lontani.
Tra questi quattro un nodo cruciale, la riforma degli appalti che aspetta la legge delega dal Parlamento (ancora neanche la prima lettura) e poi i decreti legislativi attuativi della delega. Le altre due riforme considerate decisive sono poi la riforma della carriera degli insegnanti e l’adozione della strategia nazionale per l’economia circolare.
Diciamo pure che tantissimi altri temi, quasi tutti in capo al MITE, sono davvero cruciali: la gestione rifiuti, la digitalizzazione dei parchi, la ricerca e sviluppo sull'idrogeno (ma anche le misure e gli incentivi per la sua competitività), la semplificazione delle procedure per l'efficientamento energetico. Molto avanti risulta il supporto tecnico alle autorità locali, insieme ai tasselli dell'idrico e del dissesto idrogeologico (che il MITE considera peraltro raggiunti con la legge di bilancio 2022); più indietro, invece, sono nuovi elettrolizzatori e cultura e consapevolezza ambientale.

MANAGER CONTRO IMPRENDITORI, IN CAMPO IL 29 APRILE

Da un lato il CEO di Mediobanca, un lavoratore dipendente di altissimo livello (nel 2020-21 ha guadagnato 4,17 milioni), che sostiene un altro CEO, quello di Generali (5,4 milioni l'ultimo emolumento). Quindi due professionisti con esperienze uniche, conosciuti in tutte le piazze finanziarie e guidano giganti che capitalizzano come il Pil di piccoli Stati del mondo (rispettivamente 9 e 30 miliardi di euro), ma che restano dei manager, degli amministratori pro tempore.
D’altro lato gli imprenditori, quelli che vogliono sostituire il CEO di Generali: nelle classifiche di Forbes uno (Leonardo Del Vecchio) compare alla posizione 62, con oltre 30 miliardi di patrimonio stimato, l’altro (Francesco Gaetano Caltagirone) alla posizione 891, con un patrimonio personale nell'ordine dei 10 miliardi tra società e partecipazioni.
Una specie di partita tra “nazionali” che attira tifoserie da entrambi i lati, e che verrà giocata nell’Assemblea del 29 Aprile. Dove una quota complessiva del 35% del capitale sta in mano ai Fondi: per quale nazionale faranno il tifo?

IL SAFER INTERNET DAY E I RISULTATI DEL SONDAGGIO IPSOS SUL CYBER RISK

Martedì 8 febbraio 2022 si è celebrata, in tutto il mondo, la 19° edizione del Safer Internet Day - la Giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. In questa occasione, un sondaggio Ipsos - condotto per Changes Unipol - ha analizzato percezioni, rischi, esperienze personali e misure adottate dagli italiani sul tema Cyber Risk evidenziando come circa 10 milioni di italiani hanno subito violazioni digitali: dal furto d’identità alla clonazione della carta di credito; dalla violazione della privacy al cyberbullismo.
Il 53% degli italiani dichiara di sentirsi esposto alle violazioni digitali e si sente minacciato da possibili violazioni digitali.
Soltanto il 30% degli Italiani non percepisce il Cyber Risk come un pericolo, mentre il 17% dei cittadini non è in grado di valutare questo rischio e le relative conseguenze
Maggiore sensibilità al Cyber Risk è riscontrabile tra chi ha già subito violazioni in passato (64%), i medium users di social network (59%) e gli esperti digitali (57%).
Oltre 1 italiano su 2 cerca di proteggersi dai rischi informatici con metodi fai da te: il 55% cerca di contrastare questo rischio fornendo solo dati personali obbligatori e indispensabili e il 35% ritiene sufficiente non divulgare proprie foto o quelle di minori.
L'adozione di contro-misure per contrastare il Cyber Risk è molto meno evidente nei più giovani - soprattutto nella pubblicazione di immagini e foto, in particolare proprie (19%) - e più evidente tra i meno giovani (64%) che tendono anche a prendere le distanze dai Social Network.
Peraltro 8 italiani su 10 percepiscono l’e-commerce e i pagamenti online sicuri (il 77%) o molto sicuri (l’11%). Tra i più scettici rientra la fascia di popolazione meno giovane (18% vs. 15% della media), le aree metropolitane del Sud (21%) e chi ha già subito violazioni digitali (24%).

BOOM DEI RISPARMI E CRESCITA DELL'INFLAZIONE

Boom dei risparmi in due anni: 344 miliardi in più. Tra il 2019 e il 2021, nei due anni pandemici, la ricchezza finanziaria delle famiglie italiane è salita, nel complesso, del +7,17%, sfiorando il tetto dei 5.000 miliardi, rispetto ai 4.663 miliardi di fine 2019.
Tra conti correnti e contanti, le famiglie italiane hanno accumulato oltre 153 miliardi in più sotto forma di depositi, con una crescita dell'11% circa dall'inizio dell'emergenza sanitaria (su base mensile, circa 15,9 miliardi).
In parallelo cresce anche il fenomeno “erosivo” del risparmio, ovvero l’inflazione.
Crescita dell'Eurozona sottotono nel 1° trimestre e inflazione alta più a lungo del previsto. E’ lo scenario tratteggiato dalla presidente BCE Christine Lagarde ai primi di febbraio: i prezzi resteranno alti più a lungo del previsto, ma a breve i tassi non saliranno, ci ha tenuto a dire.
Parole che non sono bastate a rassicurare le Borse, che hanno accentuato i cali (Milano -1,1%), spinti anche dal nuovo ritocco dei tassi della Bank of England, saliti allo 0,50%.
Fiammata dello spread fino a 149. Su anche l'euro.
Insomma un quadro macroeconomico piuttosto complesso in cui l'inflazione, che si può considerare una “tassa” della peggior specie perché occulta, riduce il potere d'acquisto (carrello della spesa e bollette più salate) in particolare delle persone a reddito fisso. Diversi istituti stimano che l'impatto dell'impennata dei prezzi sul costo della vita dovrebbe aggirarsi intorno ai 1.500 euro per un nucleo familiare medio con due figli a carico.

IVASS OSSERVA ANCHE LA SOSTENIBILITA’ DEL MERCATO ASSICURATIVO

Lo sviluppo della finanza sostenibile nel mercato assicurativo italiano è un obiettivo chiave delle politiche di vigilanza dell’IVASS. Come indicato nel Piano Strategico 2021-2023, l'Istituto sta lavorando per rafforzare i propri strumenti di vigilanza per il monitoraggio dei cambiamenti climatici e dei rischi ambientali, nella ferma convinzione che Il settore assicurativo italiano possa dare un contributo determinante alla transizione ecologica, all'adattamento ai cambiamenti climatici e alla mitigazione dei relativi rischi, a livello nazionale e sovranazionale.
I vertici dell'Istituto hanno approvato l'avvio, a partire dal 2022, di una nuova piattaforma informativa sulla sostenibilità che consentirà di raccogliere informazioni dettagliate sullo stato di integrazione dei fattori di sostenibilità da parte degli assicuratori nei loro processi di governo societario e di gestione dei rischi, nonché attraverso le attività di sottoscrizione, le politiche di investimento e le strategie di disinvestimento che includano l’attenzione ai cambiamenti climatici e ambientali.

L’INDICE DEL BENESSERE MENTALE PER LA PREVENZIONE E LA SALUTE

Axa, compagnia leader a livello internazionale nell'assicurazione sanitaria, ha presentato un nuovo, interessante indicatore denominato “Axa Mind Health”. Questo indice del benessere mentale può essere utile per la sicurezza e la prevenzione, considerando che il costo delle malattie legate alla mente e non diagnosticate o mal gestite è colossale: l'Ocse ipotizza un’incidenza fino al 4,2% del Pil.
Con questo progetto Axa vuole avere un impatto positivo sulla salute e sul benessere della mente su larga scala: il modello esamina infatti le possibili azioni e le scelte di vita che le persone possono intraprendere per migliorare la salute, secondo un approccio olistico, includendo sia il benessere mentale che fisico.

Le componenti codificate nell'”Axa Mind Health Index” sono tre: azioni positive, modificatori e risultati.
La prima area fa riferimento a uno stile di vita sano, alla capacità di resilienza e alle azioni preventive. Si tratta di fattori sia predittivi della salute mentale che interni all'individuo e che possono essere autogestiti per migliorare la salute mentale.I modificatori, invece, comprendono Io stile di attaccamento, il sistema sanitario, le condizioni di salute mentale attuali e passate. Anche in questo caso di tratta di elementi predittivi ma riferiti a fattori esterni o ad altri indicatori personali.
Infine, i risultati: rientrano in questa categoria elementi come la soddisfazione della vita, la felicità, l'ansia, la depressione e lo stress. Di fatto è la componente frutto della somma delle due precedenti.

METAVERSO È LONTANO, IN COMPENSO FACEBOOK PERDE IL 22%

Il social che ha dominato il mondo da 18 anni presenta segni di crisi.
La notizia non è strettamente legata al nostro campo assicurativo ma interessa (quasi) tutti noi come fruitori di questo canale che dal 2004 ad oggi ha avuto una crescita costante di utenti fino ad arrivare a quasi 2 miliardi di individui nel mondo.
La domanda è: Facebook si sta avviando verso una parabola discendente? Probabilmente sì, complice un interesse che sta scendendo (ci stiamo meno volentieri, postiamo meno cose, interagiamo di meno), il favore dei giovani verso altre forme social, le prospettive del futuribile Metaverso (annunciato proprio dal patron Mark Zuckerberg che ha denominato Meta Platforms la società che dal 28 ottobre scorso controlla Facebook, Instagram e Whatsapp). Ma complice soprattutto la crisi legata alla nuova policy di Apple che chiede agli utenti se vogliono essere tracciati e all’attacco dei "Facebook Papers", che hanno documentato come e perché Facebook negli anni avesse messo il profitto davanti alla sicurezza degli utenti, alla loro privacy, al loro benessere.
Insomma, tutti questi elementi mettono in discussione lo stesso modello di business dell'azienda, il modo in cui macina profitti: la profilazione degli utenti fatta tramite algoritmi che premiano la viralità dei contenuti, anche se falsi o pericolosi, perché l'importante è tenerci connessi e attivi.
Così il pomeriggio del 2 febbraio Meta Platforms valeva 900 miliardi di dollari; trenta minuti
più tardi aveva perso 180 miliardi di dollari in valore di mercato, meno 22%. Anche nell'estate
del 2018 Facebook perse il 20%, oltre 100 miliardi di dollari in poche ore. Oggi Mark Zuckerberg spera nel Metaverso, un universo parallelo dove si utilizzerà la realtà virtuale per interagire.
Per ora gli è costato miliardi di investimento, vedremo se i risultati arriveranno in tempo per recuperare e crescere di nuovo.
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