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Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

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Aprile 2024 n.04

APRILE 2024 · n. 04

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Dr. Marco Steffano
Amministratore Unico

AMICI DI FAMIGLIA

Mi sono ripromesso di fare in questi mesi una carrellata di coperture assicurative di tendenza, interessanti, di attualità.
Ho iniziato lo scorso mese con le polizze Long Term Care e malattie gravi, mentre in questa occasione mi soffermo su un tema decisamente più “leggero”, quello sulle polizze dei nostri amici a quattrozampe. Lo spunto mi viene in relazione alla notizia (riportata nella rassegna stampa che segue) che la Ragioneria dello Stato ha reso noto che nel 2022 in Italia la spesa veterinaria destinata agli animali da compagnia (farmaci e cliniche) ha superato il miliardo di euro.
Cani e gatti fanno ormai parte del nucleo familiare. Molti di voi sanno che anche io ho un fedele amico quattrozampe: si chiama Rocky, è un Golden Retriever inglese di 5 anni e condivide con tutta la famiglia i momenti più divertenti, e con me personalmente ogni giorno anche quelli lavorativi nell’ufficio di via Leopardi!
In premessa occorre dire che per i cani e i gatti una polizza è stipulabile solo se iscritti regolarmente all’anagrafe ed in possesso di libretto sanitario
Un’assicurazione ai nostri “pet” facilita l’accesso alle spese veterinarie e offre una copertura totale in caso di danni a cose o persone, per i quali il proprietario è civilmente responsabile.
Partendo dal lato “salute”, i padroni di cani e gatti lo sanno bene: capita spesso di dover sostenere spese veterinarie impreviste, oltre a quelle legate a vaccinazioni e controlli di routine. In caso di malattie importanti o incidenti imprevisti i costi delle cure potrebbero essere davvero alti: una polizza dedicata tutela il proprio cane o il proprio gatto senza ritrovarsi a spendere cifre impossibili e del tutto inaspettate.
La copertura dipende dal prodotto scelto, ma solitamente i pacchetti assicurativi di livello base o intermedio rimborsano soltanto le spese di ricoveri e interventi chirurgici, mentre i pacchetti assicurativi premium coprono anche le spese sostenute in assenza di ricovero, l'assistenza veterinaria in viaggio, i costi di visite o esami preventivi.
Parlando invece di Rc per cani e gatti, con la garanzia responsabilità civile per danni a terzi l’assicurazione del tuo animale domestico tutela il padrone e chi è intorno in caso di lesioni ad altre persone o danni a oggetti provocati dall'animale.
Infine esiste anche la tutela legale per animali domestici: questa copertura permette di coprire le spese per avere un’adeguata consulenza legale in caso di controversie relative al proprio amico a quattro zampe.
Considerando che in media il costo dell'assicurazione per cani e gatti parte da pochi euro al mese, non è il caso di rimanere scoperti: il costo degli interventi veterinari o il risarcimento ad altre persone possono rivelarsi spesso molto più ingenti.

Come sempre ti invito a contattarci in caso di richiesta di qualunque chiarimento e approfondimento.
Un bau anche da Rocky! A presto

DUE OPZIONI PER RISPARMIARE

Per combattere il caro Rc si possono prendere in esame due opzioni di polizza “à la carte”, ma limitatamente a chi usa l’auto pochi giorni ovvero a chi fa pochi chilometri all'anno.
In effetti sono molti coloro che utilizzano la macchina poche volte la settimana, magari il sabato e la domenica. Invece che assicurare l'intero periodo annuale, alcune compagnie offrono assicurazioni Rc auto temporanee, valide soltanto alcuni giorni.
Attenzione però: il risparmio potrebbe non essere così rilevante. Le compagnie non si limitano a dividere il costo di una polizza annuale per il numero dei giorni richiesti, perché di fatto ci sono costi fissi per l'emissione e la gestione. A garanzia degli assicurati c'è comunque l'obbligo per le compagnie di dichiarare chiaramente il costo di questa copertura che può essere personalizzata come qualunque altra polizza con coperture ulteriori come furto e incendio, atti vandalici e così via.
Un'altra possibilità invece riguarda per chi fa pochi chilometri all'anno. È la "polizza chilometrica" e a crederci è soprattutto la compagnia BeRebel, che permette all'assicurato di pagare l'assicurazione in base ai chilometri effettivamente percorsi, con pagamento mensile. Anche qui la polizza ha un senso se davvero si percorre poca strada durante l'anno perché il costo giornaliero è più elevato di quello previsto da un normale contratto Rc auto valido 365 giorni.
Sia la polizza temporanea che quella chilometrica, infine, seguono generalmente il meccanismo del bonus-malus.

AUTO E MOTO INUTILIZZATE NEI BOX: PAGANO L’RC?

A partire dal 23 dicembre 2023 si è introdotto per legge l'obbligo di assicurare i veicoli anche se non sono utilizzati sulle strade pubbliche, ma i dubbi sulle modalità di applicazione della nuova legge sono tanti. La circolare esplicativa del Ministero in realtà ha spiegato ben poco, ed è chiaro solo che l'obbligo di Rc è stato esteso: una volta vigeva se si usava il veicolo su strade pubbliche, ora invece anche se la moto o l'auto si trovano su aree private o comunque ad accesso limitato.
La nuova normativa recepisce una direttiva europea del 2019, ma è stata scritta male. È infatti previsto che l'obbligo di polizza RC non valga per i veicoli "inidonei alla circolazione": a parte quelli che possono essere definiti dei “rottami”, non si capisce in concreto quali siano le caratteristiche dei veicoli "inidonei".
Secondo alcune interpretazioni, basterebbe che la moto sia in un box chiuso per essere un veicolo "inidoneo", ma la direttiva europea è chiara: la copertura deve esserci anche per il "rischio statico", cioè anche se il mezzo è fermo. Per esempio, una moto che prende fuoco in un box causerebbe un gran danno e per questo deve essere assicurata.
Secondo la legge, inoltre, la inidoneità deve essere comunicata all'assicurazione. Ma che succede se un mezzo non ha la Rc? Secondo l'IVASS prima bisognerà assicurarlo e poi comunicare che non è necessario assicurarlo e quindi bloccare la polizza: c’è qualcosa che non torna!
La legge infine prevede espressamente la possibilità di sospendere la polizza: prima era solo una possibilità che le compagnie potevano concedere, ora è un diritto di tutti gli assicurati. Il problema è che la sospensione potrà essere concessa solo una volta (fino a un massimo di 10 mesi, 11 per le moto d'epoca), mentre finora molte compagnie prevedevano che si potesse concedere più volte.

SPESE VETERINARIE E POLIZZE PET CRESCONO

Secondo la Ragioneria dello Stato, nel 2022 in Italia la spesa veterinaria destinata ad animali da compagnia (farmaci e cliniche) ha superato il miliardo di euro, il 6,5% in più rispetto all'anno precedente. Si tratta di costi che danno diritto alla detrazione d'imposta nella dichiarazione dei redditi (che però ammonta a un massimo di 80 euro annui).
In questo scenario sta aumentando l'attenzione ai prodotti assicurativi che consentono di ottenere un rimborso. Secondo quanto ha rilevato un monitoraggio assicurativo di Prometeia, in Italia esistono circa una trentina di polizze con estensioni ai pet. Alcune sono soluzioni ad hoc, altre sono moduli inseriti in contratti d'assicurazione casa o multirischi.

Il prezzo della polizza è variabile in relazione alla copertura offerta e dipende da svariati fattori, in primis dalla tipologia dell'animale e dalla razza. Sul premio della copertura assicurativa pesa anche l'età: a parte tranne rare accezioni, non vengono assicurati i cuccioli sotto i tre/sei mesi o cani e gatti che hanno superato gli otto/dieci anni. Così come è ancora scarsa la scelta di polizze per conigli e altre specie.
Attenzione anche in caso di detenzione di un cane inserito nel Registro delle razze a rischio elevato di aggressività, compilato e aggiornato dai servizi veterinari: la legge prevede la sottoscrizione di una polizza Rc nel caso in cui l'animale domestico rientri nell’elenco.

INVESTIMENTO PROTETTO? OCCHIO AL KID!

Specialmente nel campo dell'investimento assicurativo esistono prodotti il cui nome richiama in modo più o meno diretta una protezione del capitale conferito. L'investitore deve prestare però molta attenzione perché solo in alcuni casi esiste una garanzia effettiva da parte della compagnia di assicurazione sull'ammontare dei premi versati, mentre in altri viene semplicemente applicata una strategia finanziaria finalizzata a proteggere il capitale (o una frazione di esso).
L'Arbitro per le Controversie Finanziarie ACF ha infatti recentemente deciso che una polizza con l'indicazione di «investimento protetto» si prestava a «ingenerare nel potenziale interessato l'erroneo affidamento di sottoscrivere un prodotto finanziario diretto quantomeno a salvaguardare il capitale conferito». Questo nonostante nella documentazione precontrattuale, che descriveva le caratteristiche salienti della polizza, fosse contenuto l'avvertimento che non risultava prevista una garanzia di capitale o di tasso minimo. «Una volta catturata la fiducia del potenziale interessato, l'attenzione del medesimo verso la reale consistenza del prodotto e/o soluzioni alternative tende, inevitabilmente, ad affievolirsi» afferma ACF nella sua decisione.
Il consiglio più utile per l’investitore resta quello di leggere sempre attentamente il Kid (Key Information Document) relativo allo strumento. II Kid deve essere chiaro, sintetico e comprensibile. Deve permettere di comprendere il prodotto d'investimento, i suoi rischi, i suoi costi, i guadagni e le perdite potenziali, e facilitare il confronto con prodotti simili. Deve riportare un indicatore sintetico di rischio ed una spiegazione testuale dello stesso e illustrare espressamente anche i rischi particolarmente rilevanti. Deve indicare scenari di performance adeguati e le ipotesi formulate per realizzarli.

SPESA SANITARIA (MA ANCHE RINUNCIA ALLE CURE) IN AUMENTO

Nel 2022 la spesa sanitaria sostenuta direttamente dalle famiglie (out-of-pocket) è risultata pari a quasi € 37 miliardi: oltre 25,2 milioni di famiglie italiane hanno speso, in media, per la salute € 1.362, oltre 64 euro in più rispetto al 2021. È quanto rileva un recente studio della Fondazione Gimbe.
Gli altri dati significativi documentati dalla ricerca riguardano la spesa sanitaria totale in Italia che ammonta a € 171.867 milioni: € 130.364 milioni di spesa pubblica (75,9%) e € 41.503 milioni di spesa privata, di cui € 36.835 milioni (21,4%) out-of-pocket e € 4.668 milioni (2,7%) intermediata da fondi sanitari e assicurazioni.
I dati mostrano anche che nel 2022 il 16,7% delle famiglie ha limitato la spesa per visite mediche e accertamenti periodici preventivi in quantità e/o qualità. La percentuale di persone che rinunciano a prestazioni sanitarie dopo il periodo pandemico (9,6% nel 2020 e 11,1% nel 2021) si è attestata al 7% nel 2022, percentuale comunque maggiore a quella pre-pandemica del 2019 (6,3%).
In pratica oltre 4,13 milioni di persone dichiarano di aver rinunciato nell’ultimo anno a visite specialistiche o esami diagnostici pur avendone bisogno, per uno o più motivi: problemi economici (impossibilità di pagare, costo eccessivo), difficoltà di accesso (struttura lontana, mancanza di trasporti, orari scomodi), lunghi tempi di attesa. In particolare, nel 2022 ha rinunciato alle cure per motivi economici il 3,2% della popolazione, ovvero quasi 1,9 milioni di persone.

… E LE POLIZZE SANITARIE SONO UNA RISPOSTA

Oggi i cittadini coperti da forme di sanità integrativa (come ad esempio, fondi sanitari, casse, mutue, assicurazioni) in Italia sono circa 16 milioni. Prima del Covid i volumi per l'intero mercato si attestavano sui 2,6 miliardi circa. Adesso siamo arrivati a quattro miliardi e nel 2026, secondo le stime di diversi analisti, si attende un ulteriore salto.
L'incremento è frutto sia della maggiore propensione da parte delle aziende, anche Pmi, a stipulare polizze sanitarie collettive per i dipendenti nell'ambito dei propri piani di welfare, sia di una maggiore spinta da parte dei privati.
Queste informazioni sono riportate in una intervista a Giovanna Gigliotti, Amministratore Delegato di UniSalute, società del gruppo Unipol specializzata nell'offerta di polizze sanitarie, che conta circa dieci milioni di assistiti.
Carenza di personale, progressivo invecchiamento della popolazione e minori investimenti stanno mettendo a dura prova il Sistema Sanitario Nazionale. Un quadro non semplice, in cui si è fatta più strategica la collaborazione tra pubblico e privato. Gli italiani fanno fatica a usufruire delle prestazioni pubbliche, soprattutto nell'ambito dell'alta diagnostica e degli interventi chirurgici, e per questo sempre più di frequente scelgono di affidarsi alle polizze sanitarie private. Ovviamente quando sono in condizione di sostenerne i costi, salvo, per chi è in difficoltà economica, la rinuncia alle cure. Ecco dunque la correlazione con la news precedente, cosa che rinforza la drammatica necessità di trovare soluzioni di maggiore equità sociale.

LA SOLUZIONE PER LA SCATOLA NERA? RENDERLA “PORTABILE”

Il settore dell’Rc auto è tornato alla ribalta dopo gli aumenti degli ultimi mesi. Per ridurre i prezzi e contenere il fenomeno delle frodi, il meccanismo da favorire il più possibile è quello della scatola nera. Secondo i dati contenuti nella relazione annuale dell'Ivass, dal 2014 al 2022 si è registrato infatti un significativo calo dei prezzi nel settore assicurativo in parte ascrivibile proprio all'aumento del tasso di penetrazione della scatola nera, installata sul 21,5% dei veicoli.
Ma a fronte di significativi sconti di benvenuto per i nuovi clienti, la riduzione di premio applicata dal secondo anno di installazione della scatola nera avviene solo se l'assicurato non cambia compagnia. Un atteggiamento che genera fenomeni di fidelizzazione forzata del consumatore, con conseguente riduzione della mobilità della domanda e degli effetti pro-concorrenziali tipici dello strumento.

Per questo il Governo, con il Ministero delle Imprese, in collaborazione con le compagnie assicurative, sta lavorando alla messa a punto di un nuovo ddl sulla concorrenza che consenta la portabilità dei dati telematici registrati dalle scatole nere installate sui veicoli, oppure l'individuazione di un set di dati portabili, regolando le modalità di trasmissione degli stessi dati tra i vari operatori del settore, così da consentire al consumatore di scegliere ogni anno l'offerta più conveniente sul mercato, preservando e mantenendo i dati personali.
Insomma, i vantaggi della scatola nera diventano “portabili”, come i dati che contiene.

BANCHE E ASSICURAZIONI: BUONI RISULTATI IN TEMA DI PRIVACY E PROTEZIONE DATI

La Digital Compliance, ovvero la ricerca di un equilibrio tra processo di digitalizzazione e rispetto delle normative in tema di privacy e protezione dei dati, presenta una situazione di buon livello nel nostro Paese.
Una recente ricerca realizzata da un Centro collegato all’Università Cattolica evidenzia che il 45% degli istituti bancari e il 38% delle compagnie assicurative presentano oggi una funzione specifica di Digital Compliance e nell’ultimo biennio gli investimenti sono cresciuti a un ritmo medio annuo del 10%.
Ad accelerare è stato soprattutto il settore bancario che potendo contare su una maggiore disponibilità di dati e sugli ingenti investimenti degli anni precedenti, ha sviluppato un deciso vantaggio in termini di maturità tecnologica. Tuttavia, il settore assicurativo si sta adoperando per colmare il digital gap e nel solo 2023 ha incrementato gli investimenti in progetti di Digital Compliance del 25%.
Gli scenari tuttavia sono in costante evoluzione e da subito emerge la necessità di creare un modello anche attraverso l’uso di strumenti tecnologici avanzati come l’Intelligenza Artificiale. Questo nuovo approccio richiederà un cambiamento della cultura aziendale e delle strutture organizzative, nonchè risorse adeguate e nuove competenze professionali per processi sempre più digitali.

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