

Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

Aprile 2021 n.04
APRILE 2021 · n. 04

Amministratore Unico
IDD, BUONE LE INTENZIONI NON ALTRETTANTO LA REALIZZAZIONE
Antefatto di una storia che a mio avviso nasce con le migliori premesse e alla fine si concretizza in modo quasi opposto ai principi ispiratori. La cosiddetta IDD (Insurance Distribution Directive), la normativa europea in materia di distribuzione di tutti i prodotti assicurativi (danni, puro rischio, risparmio, investimento e previdenza), entrò in vigore il 1° ottobre 2018.
Da subito furono chiari i suoi punti di forza, quali la riduzione della mole di informazioni da fornire al cliente e il contestuale rafforzamento della responsabilizzazione del distributore. Ma altrettanto chiaro era il punto critico, soprattutto concentrato sull’erronea convinzione che ciò che funziona per la distribuzione finanziaria fosse integralmente applicabile alla distribuzione assicurativa.
Morale: il completamento della IDD con la regolamentazione della Commissione UE sulla POG (Product Oversight Governance) e i regolamenti 45/2020 e 97/2020 dell’Ivass entrati in vigore iI 31 marzo hanno confermato l’impatto penalizzante sull’industria assicurativa.
In particolare in capo ad una struttura di brokeraggio come la mia, la nuova norma pone per ciascun prodotto l’obbligo di definire e rendere coerenti i propri target market effettivi con quelli del produttore: un grosso carico aggiuntivo di attività, considerando la relazione uno-molti esistente tra broker e Compagnie.
Inoltre, si obbligano sia i broker che le Compagnie a modificare tutte le informative (dei prodotti e precontrattuali) con documenti di sintesi aggiunti a quelli analitici, con un’informazione che risulta più complessa per non dire ingestibile.
Tutto il processo sembra così aver tradito lo spirito della direttiva sia verso il consumatore, rinunciando alla concentrazione informativa mediante documenti chiave, sia verso gli operatori, esasperando carichi e profili di responsabilizzazione.
Si è arrivati ad una sorta di “iper-regolamentazione”, come la definisce bene Aiba, l’associazione italiana dei broker. Vedremo questa normativa ad alto impatto sul lavoro dei broker quali sviluppi comporterà. L’impressione è che metta a rischio figure professionali di un certo profilo a discapito della personalizzazione del rapporto con persone, famiglie, imprese.
E la cosa, personalmente, non la trovo certo positiva per il comparto a cui appartengo.

PICCOLE E MICRO IMPRESE ITALIANE, AIUTARLE O SFOLTIRLE?
E’ giusto pensare che, come sostengono alcuni in questo periodo di (auspicata) ripartenza, l'uscita dalla crisi sia possibile solo grazie ad una ristrutturazione dell'industria italiana che sfoltisca la platea di piccole e micro imprese che caratterizzano il nostro sistema produttivo, a favore di un aumento della dimensione media delle aziende che conduca a una crescita della competitività del sistema?
Augusto dell'Erba, Presidente Federcasse, in un lucido intervento, solleva dubbi e propone una visione alternativa. A suo avviso sicuramente questa corrente di pensiero trascura la complessità dei problemi che hanno soffocato la crescita economica italiana negli ultimi 20 anni.
Inoltre le auspicate trasformazioni tecnologiche e produttive (digitalizzazione e sostenibilità ambientale) tendono proprio a ridimensionare il parametro dimensionale. Infine riqualificare le risorse umane, finanziarie e produttive delle imprese che escono dal mercato richiede solide infrastrutture istituzionali e di mercato oggi poco efficienti in Italia.
A suo avviso non esiste una crisi economico-imprenditoriale, una ambientale, una sociale, ma tutte sono connesse e integrate. Occorre valorizzare le potenzialità di un tessuto produttivo che ha saputo resistere già ad altre crisi, che ha rafforzato negli anni passati la propria struttura finanziaria e che è riuscito a esportare e a mantenere le posizioni nelle catene globali del valore.
Ricordando che le piccole imprese sono fatte di persone prima che di capitali. Una posizione del tutto condivisibile.

LA CASSAZIONE INTERVIENE SULLA ASSICURAZIONE VITA
Se il beneficiario di un'assicurazione sulla vita premuore al contraente, la prestazione dell'assicuratore deve essere eseguita (quando il contraente muore) a favore degli eredi del beneficiario, purchè la disposizione a favore del terzo beneficiario premorto non sia stata revocata oppure il contraente abbia diversamente disposto.
Di fatto non è concepibile che, in caso di premorienza del beneficiario, il credito verso l'assicuratore rimanga in capo al contraente e da costui si trasmetta ai suoi eredi, in quanto si tratta di un credito di cui è titolare il beneficiario della polizza, il quale, premorendo al contraente, lo trasmette ai suoi propri eredi.
Nel momento in cui il contraente individua il beneficiario della polizza, è una norma del Codice Civile (art. 1920) che indica che costui acquista un diritto proprio ai vantaggi dell'assicurazione.
La sentenza in questione è la n.9948/2021.

RISPARMI SULL’ASSICURAZIONE RCA AUTO SOLO PER 1/3 DEI CLIENTI
Dai dati Ania (Associazione delle compagnie assicurative) emerge che il lockdown, per l'intero 2020, ha fatto crollare i sinistri pagati per la Rc auto: i risparmi legati al calo degli incidenti dovuto alle restrizioni alla mobilità sono stati in tutta Italia di 2,1 miliardi di euro. Sulla restituzione però, la situazione è in divenire. Secondo Ania, infatti, circa un miliardo sarebbe già stato dato ai clienti, mentre la parte restante potrebbe consistere in allungamenti della durata polizze, flessibilità e rinunce a franchigie. Sempre Ania ha stimato una riduzione dei sinistri del 35% tra febbraio e novembre 2020, e per questo le
Compagnie avrebbero dovuto restituire ai clienti circa 70 euro. Un calcolo che si basa sul confronto tre le stime dei premi incassati (al netto delle tasse) e i risarcimenti (al netto delle spese di liquidazione). Secondo Altroconsumo invece solo il 35% dei clienti ha pagato un premio inferiore rispetto all'anno precedente, nella metà dei casi con un risparmio piuttosto risicato, inferiore a 25 euro. Inoltre, se per il 39% non c'è stato alcun risparmio con il premio che è rimasto invariato, c'è addirittura un consistente 26% che ha pagato di più rispetto all'anno precedente.
Dai dati Ania (Associazione delle compagnie assicurative) emerge che il lockdown, per l'intero 2020, ha fatto crollare i sinistri pagati per la Rc auto: i risparmi legati al calo degli incidenti dovuto alle restrizioni alla mobilità sono stati in tutta Italia di 2,1 miliardi di euro. Sulla restituzione però, la situazione è in divenire. Secondo Ania, infatti, circa un miliardo sarebbe già stato dato ai clienti, mentre la parte restante potrebbe consistere in allungamenti della durata polizze, flessibilità e rinunce a franchigie. Sempre Ania ha stimato una riduzione dei sinistri del 35% tra febbraio e novembre 2020, e per questo le Compagnie avrebbero dovuto restituire ai clienti circa 70 euro. Un calcolo che si basa sul confronto tre le stime dei premi incassati (al netto delle tasse) e i risarcimenti (al netto delle spese di liquidazione).
Secondo Altroconsumo invece solo il 35% dei clienti ha pagato un premio inferiore rispetto all'anno precedente, nella metà dei casi con un risparmio piuttosto risicato, inferiore a 25 euro. Inoltre, se per il 39% non c'è stato alcun risparmio con il premio che è rimasto invariato, c'è addirittura un consistente 26% che ha pagato di più rispetto all'anno precedente.

UNA STANGATA PER I NEOPATENTATI DI MASSA CARRARA
I neopatentati continuano ad essere gli assicurati più tartassati d'Italia, e per assicurare una autovettura arrivano a spendere fino a 1.037 euro annui, a fronte di un costo medio dell'Rc Auto in Italia pari a 379 euro (IV trimestre del 2020), con una forbice del +173,6 per cento rispetto la media nazionale (fonte Assoutenti, associazione di consumatori specializzata nel settore del trasporti).
Massa Carrara è la prima Provincia in Italia come costo, appunto con 1.037 euro. Seconda in classifica è Napoli (circa mille), poi Caserta e seguono altre 4 Province toscane fra le prime 10 (Prato, Pistoia, Firenze e Lucca). Le differenze territoriali sono abissali tra Aosta, la città più conveniente per un neopatentato dove si pagano 501,8 euro (seguita da Oristano con 516,7 euro) e appunto le Province della Top Ten.
I neopatentati continuano ad essere gli assicurati più tartassati d'Italia, e per assicurare una autovettura arrivano a spendere fino a 1.037 euro annui, a fronte di un costo medio dell'Rc Auto in Italia pari a 379 euro (IV trimestre del 2020), con una forbice del +173,6 per cento rispetto la media nazionale (fonte Assoutenti, associazione di consumatori specializzata nel settore del trasporti).
Massa Carrara è la prima Provincia in Italia come costo, appunto con 1.037 euro. Seconda in classifica è Napoli (circa mille), poi Caserta e seguono altre 4 Province toscane fra le prime 10 (Prato, Pistoia, Firenze e Lucca). Le differenze territoriali sono abissali tra Aosta, la città più conveniente per un neopatentato dove si pagano 501,8 euro (seguita da Oristano con 516,7 euro) e appunto le Province della Top Ten.

ARRIVA IL COMPARATORE, TRA CONTRASTO ALLE TRUFFE ED EFFETTO CALMIERE
L’annunciato e atteso comparatore di Ivass debutterà il 3o aprile, Come è noto consentirà di comparare le tariffe base Rc Auto di circa una sessantina di compagnie e aiuterà a contrastare la vendita on-line di polizze inesistenti. Su questo punti occorre dire che i casi rilevati proprio dall'Ivass sono in continua crescita: dal 2015 al 2020 sono stati 4, 8, 50, 103, 168, 241 i siti-truffa segnalati anno per anno, e ognuno di essi vale centinaia se non migliaia di polizze false.
Da vedere peraltro se il nuovo comparatore pubblico riuscirà anche a calmierare i prezzi che in Italia, seppure già scesi, restano ancora i più alti tra i principali partner europei, complice il maggiore peso dei sinistri.
Aspetto decisivo del configuratore è stata l'introduzione del "Contratto base" che consente confronti omogenei, a differenza di quanto accade oggi con molti preventivatori privati sul web, dove a un costo minore possono corrispondere anche garanzie minori.
L’utilizzo dello strumento da parte delle imprese e da parte degli intermediari avrà decorrenze differite. L'adesione formale al preventivatore da parte delle compagnie sarà volontaria, mentre l'obbligo del suo utilizzo anche da parte degli intermediari (agenti e broker) è stato posticipato al 31/12.

NUOVI PLAYERS SUL FRONTE RC AUTO

NUOVI PLAYERS SUL FRONTE RC AUTO

NUOVE NORME IVASS: UN'INFORMATIVA CONTRATTUALE DI 200 PAGINE PER ASSICURARE UNO SCOOTER.
"Eccesso di burocrazia": per questo motivo il sindacato degli agenti assicurativi a fine aprile ha proclamato uno sciopero. L’eccesso è causato delle nuove norme stabilite da Ivass ai primi di aprile scorso, che rischiano dl complicare non poco la situazione a clienti ed operatori del settore.
E lo sciopero nazionale è stato fissato nel giorno in cui il Tar del Lazio si pronuncerà in modo favorevole o contrario (ed in tal caso scatterebbe la sospensiva) proprio in merito alle nuove normative.
Un esempio molto semplice: per assicurare uno scooter, con le nuove norme il cliente riceverebbe un'informativa contrattuale che supera le 200 pagine. Il cliente, dal canto suo, dovrebbe leggerla e poi sottoscrivere di averlo fatto e di averne compreso ed accettato i contenuti. Concretamente questo non può avvenire: è giusto rispettare la legge ma anche osservare i diritti della clientela.
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