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broking news
Rassegna Stampa di Steffano Assicuratori

APRILE 2019 / 02

TARGA SYSTEM CONTRO LE AUTO NON ASSICURATE

Le cifre ipotizzate dalle statistiche sono spropositate e per questo allarmanti. Parlando di auto irregolari e di automobilisti irresponsabili, si calcola che siano 2,8 milioni i veicoli che circolano senza assicurazione. Oggi i trasgressori sono puniti con un'ammenda di 849 euro e la decurtazione di 5 punti dalla patente. Il dato è gravissimo e non solo perché, in caso di incidente causato da una vettura non assicurata, per la vittima è più complesso ottenere un rimborso, ma anche perché, i casi di pirateria stradale sono motivati per lo più proprio dalla mancanza di assicurazione.
Interessante il recente esperimento effettuato a Piacenza. "Targa System" è il dispositivo che, durante il primo mese d'attività, ha permesso agli agenti della Polizia municipale di controllare oltre 13mila veicoli, comminando 88 sanzioni per situazioni di irregolarità con la revisione o l'assicurazione. Consiste in una videocamera installata sull'auto di servizio, dotata di un software di riconoscimento targhe collegato alla banca dati del Ministero dei Trasporti e all'IVASS (Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni). Auspichiamo vivamente che questo o altri strumenti del genere si diffondano per arginare il fenomeno.

BREXIT E COMPAGNIE ASSICURATIVE INGLESI: COINVOLTI 10 MILIONI DI ITALIANI

Quasi 10 milioni di italiani sono assicurati con compagnie che “battono” bandiera Britannica. Si tratta di una quota di mercato non marginale, che viene detenuta da 53 compagnie del Regno Unito operanti in Italia, di cui 47 nel settore danni. La loro raccolta premi arriva a circa 1,7 miliardi. E il tema Brexit, in tutto questo cosa comporta? Stefano De Polis, segretario generale dell'Ivass, spiega che In caso di uscita senza accordo, «queste imprese saranno considerate a tutti gli effetti come imprese che non appartengono all'Unione Europea e di conseguenza non potranno svolgere l'attività assicurativa nel nostro Paese senza prima avervi costituito una sede stabile e avere ottenuto la relativa autorizzazione”. Già lo scorso giugno l'Ivass ha chiesto alle imprese britanniche di informare gli assicurati sui piani adottati per garantire la continuità di servizio. Nelle scorse settimane il Governo ha anche predisposto un piano per far fronte all'eventualità di una “hard-Brexit” e disciplinare il periodo transitorio durante il quale le società britanniche potranno continuare a operare sul mercato italiano.

TRUFFE ON-LINE SULL’RC AUTO ANCORA IN AUMENTO…

Il fenomeno delle truffe on-line nell’ambito dell’RC Auto è in costante crescita. Se ancora nel 2015 e nel 2016 le segnalazioni di truffe sono state sporadiche, nel 2017 il fenomeno ha cominciato a diffondersi: sono infatti stati scoperti oltre 50 siti, il 99% dei quali oggi è off line grazie all'intervento delle forze di polizia. Nel 2018 però c'è stato il boom: tra l’1/1 e il 30/11 sono stati scoperti ben 103 siti irregolari, dei quali 87 segnalati all'autorità giudiziaria e 16 in istruttoria. Il 73 % è ora off line. L’Ivass è a caccia continua di questi siti e ogni volta che ne scova uno, magari segnalato da un reclamo, avverte l'autorità giudiziaria e si fa di tutto per metterlo off line il più presto possibile, facendolo anche sparire dai motori di ricerca. Il problema è che in molti casi, dopo qualche mese, molti siti oscurati ricompaiono sotto altro nome. Così si è scoperto nell’area di Napoli una vera centrale criminale dedita a questo business illecito. In caso di ogni tipo di sospetto contattare il Numero Verde 486661 che va capo all’Ivass.

… E QUALCHE POLITICO IPOTIZZA UN DIVIETO

Alcuni Parlamentari preoccupati per il dilagare del fenomeno delle truffe on-line, hanno adombrato l’ipotesi di proporre il divieto di distribuzione di polizze assicurative per via telematica e telefonica, cioè senza contatto diretto, fisico, tra cliente e consulente assicurativo. Questa figura viene considerata ogni giorno più essenziale per la tutela dei consumatori, totalmente indifesi davanti a fenomeni come quelli delle truffe online, e davanti a metodi di vendita particolarmente aggressivi e spesso illeciti di alcuni call-center, come rileva sempre più spesso la stessa Ivass. E’ vero infatti che le procedure di oscuramento dei portali "truffaldini" sono lunghe, mentre chi delinque ha capacità e dinamicità d'azione.

EDUCAZIONE FINANZIARIA E CRESCITA

In una recente tavola rotonda dal titolo “Educazione finanziaria per la crescita dell'Italia” è emerso il “vecchio” tema (ma sempre di attualità) dell'importanza della conoscenza della materia finanziaria (e di una formazione specifica al riguardo) da parte dei cittadini per poter fare scelte consapevoli. Ecco alcune conclusioni.
Tutti concordano sul fatto che il rapporto commerciale fra un risparmiatore e chi gli offre un prodotto finanziario è per sua natura squilibrato a favore del venditore, che ne sa di più del suo cliente su quello che gli sta offrendo. Purtroppo la scuola non insegna quasi nulla in materia economico-finanziaria: nozioni basilari sono lasciate alla buona volontà di apprendimento dei singoli di ogni età.
Ovviamente una educazione finanziaria non può, e non deve, soppiantare la tutela dei risparmiatori affidata alle autorità indipendenti e agli organi dello Stato. IL ruolo pubblico è insostituibile, anche perché il risparmio ha un grande valore sociale: consente alla collettività di investire per accrescere produzione e benessere.

BICICLETTE, VERSO LA SVOLTA: TARGA E ASSICURAZIONE

Cambieranno le norme e le leggi per andare in bicicletta? Un disegno di legge in discussione in Parlamento introdurrà l'obbligatorietà di indossare un casco e un contrassegno apposto sul telaio, da applicare sui lati o posteriormente, oltre auna targa posteriore, contenente i dati d'immatricolazione e naturalmente l'assicurazione Sarà inoltre vietata, all'interno dei centri abitati, la circolazione in senso opposto a quello di marcia degli altri veicoli. Tutte norme che, secondo i proponenti, serviranno a contrastare i furti e, soprattutto a responsabilizzare i ciclisti.

IN VINO …. BUSINESS

Produrre vino rende. In un anno, come il 2018, in cui il fatturato medio delle industrie manifatturiere è calato del 7,2% e anche quello delle imprese alimentari è diminuito del 4,6%, le società vitivincole in Italia hanno visto i loro affari crescere del 7,5%, tendenza confermata anche dalla crescita dell'occupazione nel settore (+3,7%) e degli investimenti (addirittura +25,9%).
Lo scorso anno le vendite all'estero sono aumentate del 5,3%, con un boom in Asia (+42,2%) e Sud America (+11,9%). Ma è la Ue il mercato principale, con una quota del 52% delle vendite totali, in rialzo del 5,6%, mentre il Nord America, che assorbe il 32,3% delle esportazioni, ha registrato un incremento pari al 3,9%.
Il 2018 incorona Cantine Riunite-Giv prima per fatturato (615 milioni, +3,1%), seguita da Caviro (330 milioni, +8,6%) e da Antinori (230 milioni, +4,5%). Anche per il 2018 le società toscane e venete sono in testa per redditività (utile sul fatturato) con Antinori al 25%, Santa Margherita al 17%, Frescobaldi aI 16,7%.

ANCHE L’ECONOMIA TEDESCA E’ IN DIFFICOLTÀ

Gli ordini industriali tedeschi sono crollati inaspettatamente a febbraio, segnando un -4,2% congiunturale, il ribasso più forte da due armi. Su base annua si è registrata una flessione dell'8,4%, la più pesante in dieci anni. Secondo il ministero dell'Economia l'attività manifatturiera continuerà a essere debole, in particolare per la scarsa domanda estera.
La Germania crescerà «solo» dello 0,8% nel 2019, oltre un intero punto percentuale in meno di quanto pronosticato nell'autunno 2018: a dirlo sono stati ieri i cinque principali istituti di ricerca economica tedeschi nel rapporto di primavera sull'andamento dell'economia. Il ministero dell'Economia tedesco ha peraltro osservato che se l'attività manifatturiera continuerà ad essere debole nei prossimi mesi, in particolare per la scarsa domanda estera, la Germania spera ancora in un secondo semestre 2019 in buona salute e un 2020 in ripresa. Ci auguriamo che sia così, per tutta l’Europa.

POLIZZE ANTICATASTROFALI DA INCREMENTARE

Il 98% degli intervistati su un campione di 1.500 persone, come emerge da una recente indagine, è consapevole che i fenomeni naturali estremi siano un rischio "costante" per l'Italia e il 70% è anche a conoscenza dell'esistenza di assicurazioni contro questo tipo di avversità. Eppure le polizze anticatastrofali in Italia hanno una penetrazione complessiva di appena il 7%, al 28% se si considerano solo i premi già attivi sulle abitazioni. Dati che, stante il contesto impongono un'inversione di tendenza. Ma come promuoverla?
Ci possono essere approcci diversi e canali differenti per creare una “cultura del rischio”. Ma per chiudere il gap con gli atri paesi d'Europa, è fondamentale un patto tra pubblico e privato: è cruciale che lo stato, oppure le regioni o le province, scenda in campo in modo tale da far scattare poi anche la protezione sui singoli. Sulla falsariga di quanto fatto dalla Conferenza episcopale italiana primo che ha adottato il primo schema nazionale, assicurando da rischio terremoto tutte le chiese e le parrocchie sparse sul territorio.

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